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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Sils Maria - (Olivier Assayas, 2014) - Recensione - Con Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz, Lars Eidinger, Johnny Flynn

petardo

 

Sils Maria e` il nome di una localita` dell’Engadina, in Svizzera, dove si svolge la storia.

Protagonista e` Maria Enders, famosa attrice quarantenne, che viene invitata a Zurigo per ritirare un premio dedicato a un regista/scrittore di teatro, suo grande amico, troppo schivo per ritirarlo di persona.

A lui si deve tra l’altro una piece che aveva reso famosa Maria ai suoi esordi: una storia in cui una matura imprenditrice, la quarantenne Helena, un po’ in crisi per questioni aziendali, si lascia coinvolgere in una contorta relazione con Sigrid, segretaria giovane e arrivista che la domina fino a spingerla al suicidio.

Maria, a vent’anni, aveva recitato la parte di Sigrid; ma ora le viene proposta la parte di Helena, in una produzione in cui Sigrid dovrebbe essere interpretata da una bamboletta holliwoodiana, protagonista di film di fantascienza, bella e trasgressiva quanto basta per essere una protagonista del gossip mondano, viziata, sicura di se` e con un briciolo di volgarita`.

Un altro mondo, insomma, rispetto a Maria, donna di classe, vera attrice di teatro alle prese con i suoi 40, il suo passato, qualche nuova difficolta` a inserirsi in un mondo che comincia a non sentire piu` “suo” . In questo contesto, il sentirsi proporre il ruolo di Helena fa a Maria una certa impressione; si aggiungono il suicidio dell’amico regista proprio il giorno prima della consegna del premio, una certa malinconia nel pur bellissimo paesaggio svizzero, una viscerale antipatia per chi ha condiviso il suo passato e le sta ora davanti, troppo vecchio. E poi le inquietudini della giovane assistente che condivide ogni momento con lei, prova con lei le parti e fa per lei da collegamento col mondo, ma non e` impermeabile a tutto, e all’ennesima divergenza di opinioni, che evidenzia un’ incomunicabilita` di fondo, se ne va.

Il tutto accompagnato da un’elegante colonna sonora a base per lo piu` di musica classica, che accompagna la comparsa del “serpente del Maloja”, una colonna di nuvole che di tanto in tanto si incanalano nella valle di Sils Maria praticamente riempiendola, che finisce per assumere una valenza simbolica come di qualcosa che avanza inarrestabilmente (l’eta`?).

Si sa da dove si parte, ma non dove si arriva: Maria trova un’altra assistente e sembra appagata dalla solita corte di ammiratori che la ossequiano.

E alla fine? Ancora il palcoscenico.

 

Maria Enders e` interpretata dalla brava Juliette Binoche, ma e` Kristen Stewart, l’assistente, a catalizzare maggiormente l’interesse (anche a livello di nomination), per la sua parte secondaria-ma-non-troppo, di giovane mentore, per la diva che vive nel suo mondo poco prossimo alla realta`. Ma non e` un’ altra Sigrid, e` solo una ragazza giovane che fa con passione il suo mestiere, finche` puo` , e onestamente se ne va quando non riesce piu` a farlo.

Un film sul passare del tempo, sullo scorrere della vita e soprattutto di “una certa” vita, quella delle celebrita` per le quali il tempo non dovrebbe passare, ma passa come per tutti gli altri e non porta regali.

Bello, e ben recitato, ma un po’ logorroico: sicuramente ritrae con esattezza il mondo in cui vive un’attrice di teatro, ma certi dettagli possono parere insignificanti a chi si occupa di tutt’altro.

Sils Maria - (Olivier Assayas, 2014) - Recensione - Con  Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz, Lars Eidinger, Johnny Flynn
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