Fino a qui tutto bene - (Roan Johnson, 2014) - recensione - Con Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D'Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini)
"Fino a qui tutto bene" racconta degli ultimi giorni di vita assieme, in un appartamento in affitto a Pisa, di 5 studenti universitari. Finito il ciclo scolastico, ognuno ritornera' nel luogo di origine o iniziera' la vita lavorativa, magari lontano dall'Italia.
Con goliardica allegria ma anche con un velo malinconico liberano l'appartamento da oggetti, mobili e cibi che, con evidenti carenze di ordine e/o igieniche, si sono accatastati nell'appartamento.
Tra i 5 inquilini troviamo Cioni, ragazzotto un po' sfigato, che tornera' a vivere con i suoi. Non gli dispiace Ilaria, ragazza dalla vivacita' sessuale accesa, rimasta incinta dopo un'avventura (una delle tante) con un uomo sposato.
La seconda ragazza del gruppo, aspirante attrice, e' la fidanzata di Vincenzo, vulcanologo che dovrebbe trasferirsi per lavoro in Islanda, mentre lei voleva trasferirsi a Milano.
L'ultimo inquilino e' Andrea, anche lui aspirante attore un po' frustrato.
Fino a un anno prima, c'era un sesto ragazzo, Michele, morto in un incidente stradale che forse ha provocato per mascherare quello che in realta' era un suicidio.
Il film e' interessante, divertente abbastanza ben girato e recitato. In qualche caso mi pare manchi di linearita', e certe scene sembrano un po' appiccicate li', come se fosse un film a episodi. La goliardia non manca, anzi, per alcuni potrebbe essere un po' troppo marcata, togliendo agli 80 minuti della pellicola momenti di approfondimento psicologico. Il film, in effetti, alla fine risulta un po' superficiale.
Roan Johnson (inglese-pisano), e' il regista e sceneggiatore di questo, che e' il suo secondo lungometraggio. La sceneggiatura, tra l'altro, gli e' stata commissionata dall'Universita' di Pisa.
Nel film e' presente anche Isabella Ragonese, ex di Andrea, nella parte di una attrice che e' riuscita ad avere successo.
Soprattutto per i non-pisani l'audio in presa diretta con cadenze spesso toscane puo' essere di non facilissima comprensione.
Interessante la colonna sonora, spesso giocata con il piano solo, dei "Gatti Mézzi" e Zen Circus.
