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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Corri ragazzo corri - (Pepe Danquart, 2013) - Recensione - (Con Andrzej Tkacz, Jeanette Hain, Rainer Bock)

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Nel 1943 la situazione al ghetto di Varsavia stava precipitando. Le SS volevano l'annientamento degli ebrei che vi abitavano. Per questo il padre di Srulik, un bambino di otto anni, riuscira' a farlo fuggire, nella speranza che potesse sopravvivere, ben sapendo che se fosse rimasto al ghetto la sua vita sarebbe stata segnata.

Ma la Polonia dell'epoca era un ambiente molto difficile per gli ebrei, anche se bambini come il protagonista di questo film, sia per la presenza dei tedeschi sia per i polacchi con il "pelo sullo stomaco" che potevano avere delle ricompense nel caso consegnassero loro degli ebrei, anche se bambini.

Per avere qualche speranza di vita in piu' sara' indottrinato a negare di essere ebreo ma di essere polacco, cambiera' il nome in Jurek e gli saranno insegnate le regole della religione cristiana.

Riuscira' a sopravvivere andando (spesso di corsa) nelle fredde campagne polacche, da una fattoria all'altra a cercare lavoro e protezione. 

 

Corri ragazzo corri e' un film tratto dal romanzo "Run, boy, run" di Uri Orlev, che narra la vera storia di Yoram Friedman.

Il doppio passaggio tra il racconto e il libro, e quindi il film (la sceneggiatura e' di Heinrich Hadding e dello stesso regista, Pepe Danquart), ha probabilmente "romanzato" molti aspetti. I "cattivi" del film, soprattutto le SS, sono veramente molto crudeli, e spesso se la prendono spietatamente con il povero Srulik/Jerek, che comunque e' un bambino che non si lascia intimorire troppo, e il suo attaccamento alla vita e' tale per cui riesce a cavarsela anche nelle situazioni piu' estreme. Comunque, anche se solo il 20% di quanto raccontato fosse vero, le prove alle quali sara'costretto a superare il ragazzo sarebbero state comunque veramente terribili.

Fortunatamente, nel film non ci sono scene troppo cruente, penso soprattutto per permetterne la visione anche ad un pubblico giovane.

Tutto sommato un buon film, anche se semplice, anzi, semplificato e non cosi' rigoroso come altri e come probabilmente i cinefili piu' smaliziati vorrebbero.

Corri ragazzo corri - (Pepe Danquart, 2013) - Recensione - (Con  Andrzej Tkacz, Jeanette Hain, Rainer Bock)
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