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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Tutto può cambiare - (John Carney, 2013) - Recensione

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Greta e' una ragazza inglese che scrive canzoni, anche se non si puo' dire ancora che sia una vera cantautrice. Assieme a Dave, cantautore un po' piu' conosciuto, vanno a New York. Lui ha fatto un brano per un film che ha avuto un certo successo, e per questo ottiene un contratto da una casa discografica. Andra' (da solo) a Los Angeles per la registrazione dei brani.

Al ritorno Greta intuira' il suo tradimento con una affascinante ragazza della casa discografica e si lasceranno.

Sola a New York Greta e' aiutata da un amico cantautore che si esibisce (con scarso successo) per strada e in qualche localino dove, dopo qualche reticenza, cantera' anche Greta.

Qui la notera' Dan, un talent scout un po' alcol-dipendente che, dopo anni di un certo successo (fondera' anche una casa discografica) e' caduto in disgrazia. E' appena stato cacciato dalla casa stessa che lui ha contribuito a fondare.

Greta e Dan, senza un soldo, riusciranno con l'aiuto di amici a registrare in modo molto inusuale, (per le strade di New York) un CD contenente le canzoni di Greta. Sara' molto apprezzato anche dalla ex casa discografica di Mark, ma loro (e in particolare Greta) sceglieranno altre forme di distribuzione...

 

Il regista e sceneggiatore di "Tutto puo' cambiare", e' John Carney, che ha un passato di musicista (batterista). Questo si vede e si sente nel lungometraggio dove c'e' molta musica suonata. Interessanti anche le dinamiche, talvolta irriverenti e originali anche se alla fine (sotto sotto) si tratta di una storia a lieto fine tutto sommato quasi convenzionale.

Convenzionali, anche se gradevoli, le musiche. Greta ricorda un po', Suzanne Vega, ma con 25 anni di ritardo, e il suo ex ragazzo e' ancora piu' banale.

Interessante l'interpretazione di Dan, da parte di Mark Ruffalo, mentre Greta (Keira Knightley) talvolta assume atteggiamenti un pochino leziosi.

Tutto sommato un buon film, girato in una New York stimolante e meno patinata del solito.

Tutto può cambiare - (John Carney, 2013) - Recensione
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