Resta anche domani - (R. J. Cutler, 2014) - Recensione
Adam rimane colpito da Mia che, a scuola, suona il violoncello dopo il termine delle lezioni.
Lui e' un ragazzotto noto tra le ragazze della scuola che suona la chitarra e canta in una band rock.
Lei, figlia di genitori vivaci e giovanili, e' una ragazzina piuttosto introversa, appassionata di violoncello e di musica classica, nonostante i suoi genitori siamo dei rokkettari. Il padre suonava n una band, che poi ha lasciato per seguire meglio i figli (Mia ha un fratello piu' giovane).
Mentre la famiglia di Adam e' praticamente inesistente, quella di Mia e' unita e felice.
Nonostante le differenze, e tra alti e bassi, i due si mettono assieme.
Un grave incidente stradale coinvolge tutta la famiglia di Mia, lei compresa.
Da questo momento la vicenda sara' raccontata sia tramite flashback che da Mia stessa, che "vive" il suo stato di coma dall'esterno del proprio corpo, invisibile alle altre persone.
Resta anche domani e' un film sicuramente rivolto ai giovani, garbato (forse anche troppo) e spesso vicino al confine del "lezioso". Alla fine, comunque, non e' male, anche grazie alle buone interpretazioni dei protagonisti, l'accattivante Chloë Grace Moretz (Mia) e Jamie Blackley (Adam).
Buone le musiche, sia nel repertorio classico che rock. Interessante e' il brano dove Mia (in una comunque improbabile improvvisazione) suona il violoncello in un brano cantato e suonato da Adam. La foto qui sotto si riferisce proprio a quel momento, che Mia considerava uno dei piu' felici della sua vita.
