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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Pazzi per Mozart - (Mark Joffe, 1999) - Recensione

petardo

 

Lewis e' uno studente che, prima di laurearsi, decide di proporsi come regista per una iniziativa teatrale a scopo terapeutico in un ospedale psichiatrico. Vive con la sua ragazza, avvocato.

Tra i pazienti c'e' Roy, un tipo un po' invasato che sembrerebbe avere esperienze teatrali (ma poi si verra' a sapere che aveva solo fatto il tecnico delle luci). Proporra' di mettere in scena addirittura un'opera lirica, tra l'altro cantata in italiano: "Così fan tutte" di Mozart.

Nonostante sia Lewis che alla direzione dell'ospedale ricercassero qualcosa di piu' semplice, l'insistenza di Roy era tale per cui, alla fine, accettarono per l'opera. Ma quasi nessuno del "cast" scelto sapeva cantare, tantomeno in italiano (il film si svolge in Australia).

Tra i pazienti-attori c'e' Dough, un tipo parecchio violento che ad un certo punto brucia il piccolo teatro dove provavano e dove si doveva svolgere la rappresentazione.

A seguito di cio' Lewis sara' licenziato, ma, oramai preso da quello che era diventata una "missione", la condurra' a termine, assieme ai pazienti, di nascosto, lavorando di notte.

Dovra' fare i conti anche con la fidanzata, che non vedeva di buon occhio la sua attivita', a questo punto totalmente volontaria e gratuita, e un inquilino, un amico - regista che si e' installato in casa loro.

 

Pazzi per Mozart e' un film abbastanza misconosciuto ma molto, molto carino. Benfatto, intelligente ed originale, con molti personaggi per forza di cose strambi e spesso divertenti (i pazienti - attori) presi dalle loro manie e fobie, piu' o meno come le persone "normali" ma solo molto, molto piu' accentuate.

 

 

Pazzi per Mozart - (Mark Joffe, 1999) - Recensione
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