Maschi contro femmine - (Fausto Brizzi, 2011) - Recensione
Nel film, variamente intrecciate, quattro storie relative ai sempre piuttosto complicati problemi dei rapporti tra uomini e donne.
Un allenatore di pallavolo femminile felicemente (o quasi) sposato e con un figlio appena nato cede alle avances di una giocatrice, innamorata di lui da anni.
Un dongiovanni che colleziona ragazze (e i rispettivi tanga) diventato improvvisamente impotente a causa del rifiuto della vicina di casa (la Cortellesi, infermiera ambientalista impegnata), a cedere ad una sua avance.
Una donna di mezza eta' in crisi, che ha "beccato" il marito con un'altra, della quale e' segretamente innamorato un grigio collega di lavoro (Giuseppe Cederna).
Due coinquilini, lui etero e lei lesbica, che si ritrovano ad avere la stessa ragazza, evidentemente bisex.
Li carne al fuoco, per un film, e' parecchia, forse troppa, con tematiche, in realta', trite e ritrite, gia' viste in moltissime altre opere.
Chiaramente, qui, lo scopo principale del film e' fare ridere ed avere successo presso il pubblico meno smaliziato, e i risultati del botteghino (ma solo in Italia) non sono mancati.
Buone le interpretazioni, grazie ad un cast che, anche in parti veramente minime, utilizza personaggi molto noti e riconoscibili, in grado anche solo per la loro presenza di richiamare pubblico. Tra questi, in particolare, Bisio e la Littizzetto.
Un film furbetto, "alla Brizzi" del quale, secondo me, si puo' salvare non piu' del 20%, giusto per alcune trovatine divertenti. Per il resto, la solita "solfa".
Buona la canzone di apertura, di Baccini.
A questo film e' seguito un "sequel" chiamato, poco fantasiosamente, "Femmine contro maschi". Be', non so se lo guardero'...
