Il mio nuovo strano fidanzato - (Dominic Harari, Teresa Pelegri, 2004) - Recensione
La tematica di questo film segue il filone inaugurato (mi pare) da "Indovina chi viene a cena", nel lontano 1967, quella del fidanzato dalle caratteristiche non proprio conformi alla famiglia di appartenenza della ragazza.
In quel caso si trattava del colore della pelle: l'uomo era un afroamericano mentre la ragazza bianca. Qui, ne "Il mio nuovo strano fidanzato", invece, lei e' ebrea e lui palestinese.
Lei affermata giornalista, lui professore universitario.
La vicenda si svolge essenzialmente nella famiglia della ragazza, popolata da personaggi alquanto caratterizzati. La mamma piuttosto rigida, una sorella alquanto libertina, ragazza madre di una bambina che ama giocare alla donna incinta, con un cuscino perennemente piazzato sul pancino. Il nonno, semicieco e un po' suonato, e'orgoglioso degli arabi che dice di avere ucciso. Infine c'e' un fratello fissato con la religione ebraica.
Attorno a un minestrone surgelato maldestramente volato fuori dalla finestra, si innesta tutta la storia, giocata anche sugli equivoci.
Il carattere del film e' tra il farsesco e il grottesco, con i caratteri dei personaggi di razza ebraica tratteggiati dagli sceneggiatori e registi Dominic Harari e Teresa Pelegri in modo non propriamente positivo.
Nonostante la buona prova degli attori, a loro agio nell'interpretare questi strani personaggi, il film, abbastanza divertente, stenta a decollare, e non ha certo (e forse neanche cerca) doti di profondita', autorevolezza o quantomeno originalita' dei predecessori.
