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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

In mezzo scorre il fiume - (Robert redford, 1992) - recensione

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Avrei dovuto sospettare dal titolo, pretenzioso, lento e noioso. In questo film del 1992 diretto da Robert Redford la noia (da parte dello spettatore) e' il sentimento prevalente.

Si parla di una famiglia americana degli anni 20 che abita in un noiosissimo Montana. Il padre, pastore presbiteriano, o predica o pesca.

Attivita' estremamente noiose che il pastore riesce a far diventare ancora piu' pedanti. Si porta sempre dietro i due figli, fin dalla loro piu' tenera eta'.

Ancora mi chiedo come sia potuto avvenire che, una volta adolescenti, non lo affogassero nel fiume che scorre in mezzo, lui, la sua canna da pesca e le mosche.

Educazione ferrea, con figli lasciati per ore davanti ad una noiosa zuppa di avena che non ne volevano sapere di mangiare.

Il figlio maggiore ha preso dal padre: serissimo e noiosissimo, tanto che anche la futura fidanzata glielo fa notare ripetutamente.

Solo leggermente meno tedioso e' il minore, uno stucchevole Brad Pitt un pochino (ma solo poco) scavezzacollo, che infatti per questo non finisce molto bene.

Per il resto, retorica a palate e voce fuoricampo ponzosa stile anni 50. La colonna sonora classicissima per questo genere di film (sembra uguale a decine di altre) non migliora le cosa. Il film ha avuto l'oscar per la fotografia (del francese Philippe Rousselot ) che pero' tradisce l'effetto del tempo passato.

Un film di 2 ore che sembrano quattro.

Tratto dall'omonima opera autobiografica di Norman McLean che mi guardero' bene dal leggere.

In mezzo scorre il fiume - (Robert redford, 1992) - recensione
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