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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Apocalypto - (Mel Gibson, 2006) - Recensione

petardo

 

Nonostante qualche rimostranza della moglie, ma spalleggiato dal figliolo, abbiamo visto questo film, non recentissimo ma che ha fatto parlare assai di se, oramai piu' di 10 anni fa.

In effetti non e' il genere di film che vediamo molto spesso, anzi, ma, una volta ogni tanto... Il timore era che fosse "troppo" pulp, ma cosi', alla fine, non e' stato, anche perche', dopo l'ennesimo cuore strappato dal petto (di un facocero o di un umano, poco importa) uno ci fa anche l'abitudine.

Siamo (o dovremmo essere) attorno al 1500 d.C. Nella foresta amazzonica una tribu' vive, abbastanza felice, a stretto contatto con la natura.

Paiono dei buontemponi, anche perche' prendono pesantemente in giro, oggi diremmo mobbizzano, un giovane della tribu', con scherzi che ricordano quelli di "Amici miei" o qualche cinepanettone con Boldi e/o De Sica.

Questo e' pure vessato dalla suocera (la vecchiaccia) perche' non ha figli.

Qui vive il protagonista del film, Zampa di Giaguaro (figlio del capotribu') con la moglie incinta e il figliolo (Tartaruga che Corre, o qualcosa del genere). Zampa appare mediamente piu' sveglio degli altri.

Il loro villaggio verra' attraversato (non senza titubanze) da un'altra tribu' che ha subito un feroce attacco dalla stessa popolazione che di li' a poco attacchera' brutalmente anche la tribu' con il nostro "eroe".

Dopo una breve ma cruenta battaglia, gli attaccanti hanno la meglio, e portano i prigionieri, Zampa compreso, alla loro citta', che non e' fatta solo di capanne ma anche di grandi costruzioni in pietra, quelle caratteristiche dei Maya.

Zampa riesce comunque a mettere in salvo moglie e figlio in una profonda buca naturale, un pozzo momentaneamente asciutto caratteristici della zona, chiamati cenote.

I prigionieri, raggiunta la citta' Maya, saranno venduti come schiavi o, dipinti di blu, offerti i sacrificio per ingraziarsi gli dei.

Zampa di Giaguaro, benche' ferito, riuscira' a scappare, inseguito dai "cattivissimi" Maya...

 

Be', che dire, spettacolare ed avvincente lo e' di sicuro, anche se parecchie cosette sono parecchio incredibili, compreso il colpo di scena finale (che, ovviamente, non svelero'). Quindi e' un film che, a meno che non abbiate un'ipersensibilita' al sangue che scorre, si guarda con un certo interesse.

Nota: Mel Gibson, il regista, ha scelto di far parlare gli interpreti (la maggior parte dei quali  non sono attori professionisti) in un linguaggio che vorrebbe essere (non so con quanta cognizione di causa) l'antica lingua Maya, per cui tutto il film e' sottotitolato.

Ovviamente, e' bene vederlo su uno schermo grande...

Apocalypto - (Mel Gibson, 2006) - Recensione
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