Zoolander - (Ben Stiller, 2001) - Recensione
Derek Zoolander, personaggio ideato e interpretato da ben Stiller, che e' anche il regista, e' un modello di successo che pensa di essere "bello in un modo assurdo" fin dalla piu' giovane eta'.
Ha gia' vinto 3 premi come "modello dell'anno" ai VH1 Fashion Awards ed e' convinto di vincere anche il quarto, e nonostante lo speaker annunci il nome del rivale Hansel McDonald, va sul palco convinto di ricevere il premio (figuraccia memorabile).
Derek e' rappresentato alquanto sciocco e ingenuo, e assiste impotente alla morte dei suoi 3 amici (anch'essi sciocchi e ingenui) che giocavano a inondarsi di benzina ad una stazione di servizio. Poi uno si accende una sigaretta...
Colpito dal tragico episodio, Derek vuole cambiar vita, trovarle un senso, impegnandosi sul sociale: vuole aprire una scuola per bambini che "non sanno leggere bene".
La sua ingenuita' lo fa preda preferita per il cinico stilista Jacobean Mugatu, che vorrebbe fargli uccidere il nuovo primo ministro malese, reo di voler impedire il lavoro minorile che Mugatu sfruttava a mani basse per le sue creazioni. Naturalmente non prima di avergli fatto il "lavaggio del cervello" in una clinica apposita.
Ma l'ex rivale Hansel e una giornalista (che precedentemente aveva fatto un articolo molto critico su di lui) lo aiuteranno a non fare danni...
Si tratta chiaramente di un film demenziale (ma, per fortuna, non troppo) che gioca sul mondo del fashion, e in particolare su quello dei vacui modelli maschi. Una parodia (ma non so quanto effettivamente parodia) spesso piuttosto divertente per un film che e' diventato un "cult" del genere. Recentemente e' apparsa la notizia di un sequel (Zoolander 2).
Ben Stiller, che, manifesta, apposta, praticamente una sola espressione (quella della boccuccia a cuore) e' certamente adatto alla parodia, cosi' come il "brutto" Owen Wilson (quello della pubblicita', anch'essa demenziale, del Crodino).
Insomma, un filmetto facile ma non irritante, consigliabile per una serata rilassante.