Perez - (Edoardo De Angelis, 2014) - Recensione
In una Napoli che un non napoletano si aspetterebbe mai di vedere, tra grattacieli luccicanti e aree urbane contemporanee (che ho poi scoperto essere il centro direzionale disegnato da KenzoTange) si svolge gran parte di questo "noir", dove il protagonista e' Demetrio Perez, un avvocato di successo caduto in disgrazia.
Oggi fa, svogliatamente sebbene con professionalita', l'avvocato d'ufficio.
L'umanita' che lo circonda, invece, e' la Napoli di sempre, con camorristi, ex camorristi collaboratori di giustizia e una violenza palpabile che pero' nelle immagini del film e' quasi assente, non esplicitata.
La sua apatia dovra' per forza cambiare quando scoprira' che la figlia e' la ragazza del rampollo di un boss della camorra, i Corvino, e, contemporaneamente, diviene difensore di un boss caduto in disgrazia rivale dei Corvino, Luca Buglione.
Buglione vorrebbe entrare in possesso di un inestimabile partita di diamanti che sa essere nascosta nello stomaco di un toro (ma e' possibile?), e per questo chiede aiuto a Perez, che, con l'amico-collega Ignazio Merolla, in cambio di dichiarazioni processuali di Buglione, si "sporca le mani" con la mala, andando al recupero del ricco malloppo...
Perez e' il secondo lungometraggio del regista napoletano Edoardo De Angelis. Molto ben curato nella scelta delle inquadrature e nella qualita' delle immagini, offre un film dai colori freddi e cupi, certamente non i colori classici dei film che hanno Napoli come sfondo.
Ottima la prova di Zingaretti, che interpreta Perez. Potente e misurato assieme. Credibili anche gli altri personaggi, forse talvolta troppo nel modo di recitare: un non napoletano potrebbe avere qualche difficolta' di comprensione, anche a causa dell'audio in presa diretta talvolta un po' confuso.
Un film interessante, anche se, personalmente, non sono stato stupito a sufficienza per esserne entusiasta, anzi, forse non ero nella serata giusta, ma mi ha annoiato un po'...
