Senza nessuna pieta' - (Michele Alhaique, 2014) - Recensione
Un Favino oversize (pare che per questo film abbia "acquisito" 15 kg) e' Mimmo, un imbarazzato lavoratore del mattone, imbarazzato soprattutto perche' l'adulto che si e' dedicato a lui (orfano) e' suo zio Santilli, palazzinaro, patriarca della famiglia e boss della zona. Presta soldi ad un tasso da usura e il corpulento Mimmo si presta, suo malgrado, a punire chi non rispetta i patti.
Ma si vede bene che non e' un lavoro che gli piace. L'omone, taciturno e fondamentalmente "buono", agisce con inaspettati scatti di violenza feroce, quasi per finire piu' in fretta il "compito" affidatogli dal boss.
Un alto compito, meno ingrato, segnera' profondamente e drammaticamente l'esistenza di Mimmo. Doveva accompagnare una carinissima "escort" al viziatissimo e arrogante figlio di Santilli. Ma la cosa non sara' senza conseguenze. Tra Tania (la escort) e l'orsone Mimmo nascera', malgrado tutto, un feeling particolare.
Discreto film dell'esordiente regista Michele Alhaique, al suo primo lungometraggio.
La storia, forse non originalissima, si svolge in una poco riconoscibile periferia romana. Probabilmente sono gli eccellenti attori che danno alla pellicola quel "quid" che altrimenti non avrebbe. Sicuramente Favino, ma anche la giovane Tania (Greta Scarano) e gli altri interpreti hanno lavorato molto bene. C'e' anche Ninetto Davoli che interpreta Santilli.
La regia, peraltro, e' buona, soprattutto nella seconda parte, con atmosfere ben sottolineate dall'ottima colonna sonora di Luca Novelli e Pierre-Alexandre "Yuksek" Busson.
Tutto sommato un "noir" d'atmosfera.
P.S. Come al solito, io sono stato un po' in difficolta' con l'audio in presa diretta di certe frasi in romanesco.