La (nuova) guerra dei bottoni (La Nouvelle Guerre des Boutons) - (Christophe Barratier, 2011) - Recensione
Il periodo storico e' quello della seconda guerra mondiale, 1944. A Longeverne, un paesino francese confinante con Velran, un gruppetto di ragazzi, "capitanati" da Lebrac vivono una guerra parallela (anche se molto meno cruenta) con la banda di Verlan, dove il capo e' l'Azteco.
Lebrac, pessimo a scuola ma non stupido, e' attratto da una ragazzina ebrea rifugiata, sotto mentita identita', nel paese. La sua madrina, la merciaia di Longverne, e' interpretata dalla bella Letizia Casta.
Nel paese appaiono quasi tutti come anticollaborazionisti e antinazisti, tranne una specie di gerarchetto frustrato del paesino che fa una lotta spietata contro i cittadini di origine ebraica.
Tra i ragazzi, l'onta peggiore della sconfitta nei confronti dell'altra banda constava nel taglio dei bottoni, che diventavano bottino di guerra, e a loro (gli sconfitti) non restava altro da fare che rientrare al paese con le braghe in mano.
Ma la ragazzina ebrea cambiera' molte cose...
Il film e' liberamente tratto da un fortunato romanzo francese del 1912, di Louis Pergaud, talmente fortunato che ha generato svariati film. In questo la vicenda e' stata temporalmente spostata dalla fine dell'800 al 1944.
Si tratta di un film per ragazzi che puo' essere visto senza problemi anche da un pubblico adulto, ma la colonna sonora vetero-waltdisneyana poteva essere diversa (e migliore)...
Anche qualche atteggiamento un po' caricato di alcuni bambini mi hanno fatto storcere un po' il naso.
Il regista, Christophe Barratier, dopo "i ragazzi del coro" (vedi http://petardo.over-blog.it/2014/12/les-choristes-i-ragazzi-del-coro-christophe-barratier-2004-recensione.html ) sembra avviato ad una specializzazione in (buoni) film per ragazzi.