Chef - La ricetta perfetta - (Jon Favreau, 2014) - Recensione
Carl Casper e' uno chef, simile ai molti chef stellati che popolano in questi anni Tv e giornali, che lavora in un ristorante di proprieta' di Riva (Dustin Hoffman). Dopo il successo dei primi anni, che prosegue, il capo tende a tarpare un po' le ali del suo chef, e pretende il menu' collaudati e non innovazioni.
Ma nei ristoranti stellati, si sa, gli esami non finiscono mai, e arriva il critico gastronomico di turno che "stronca" il ristorante e quindi lo chef.
Carl va su tutte le furie, e dice apertamente al critico Ramsey quello che pensa, ma la scenata va in rete e diventa, come si usa dire adesso, "virale".
Costretto ad andarsene, cerca di riprendersi una rivincita partendo dal basso. Ristruttura un vecchio autobus e diventa un venditore ambulante di strepitosi (anche colesterolicamente parlando) panini cubani.
In questa avventura e' assieme ad un ex collaboratore del ristorante e a suo figlio, di circa 10 anni, esperto in social network, che, grazie in particolare a Twitter, e' in parte l'artefice del successo.
Francamente questo film mi e' piaciuto poco. Sembrava piu' uno spot pubblicitario per i social network, e in particolare Twitter, che un lungometraggio vero e proprio, e non mi sorprenderei se Twitter avesse finanziato generosamente il lavoro.
Molto stucchevoli certi dialoghi e situazioni, per non parlare poi dei "tweet" che comparivano all'interno dell'inquadratura del film, un po' come la Madonna a Fatima, contornati di una luce azzurrina.
Nel cast ci sono anche Scarlett Johansson e Dustin Hoffman, in particine francamente umilianti.
L'unica cosa che salverei e' l'azzeccata colonna sonora, soprattutto quella del periodo dei panini cubani.