17 ragazze - (Delphine Coulin, Muriel Coulin, 2011) - Recensione
Lorient e’ un paese della Bretagna che certamente non offre granche’ ad un gruppo di vivaci ragazzine adolescenti che vivono li’ e che frequentano la stessa scuola.
Un po’ di novita’ la porta Camille, rimasta incinta e non intenzionata a perdere il bambino, a prescindere dalle intenzioni del potenziale padre.
Camille, anche senza volerlo, ha un carattere forte, e le sue amiche ne sono influenzate. Queste decidono, quasi come strumento di rivolta sociale, per ribellarsi alla (cito testuali parole) “vita di merda” che stanno conducendo e che le aspettera’ nel futuro, di fare compagnia a Camille, rimanendo incinta anch’esse.
Delle 17 amiche, 15 riusciranno nell’intento, mentre una decide di non farlo, pur rimanendo parte del gruppo, e una, l’emarginata, proprio per farne parte, finge di esserlo.
Sempre sull’orlo di una catastrofe (le ragazze fumano, bevono, guidano pericolosamente e fanno giochi non consoni al loro stato), alla fine (quasi) tutte porteranno avanti con successo la gravidanza, anche se, l’utopia di quella specie di “comune” che intendevano realizzare, nella quale tutte si prendevano cura di tutti i figli, non si realizzera’.
Un film molto ben fatto, delle registe e sceneggiatrici (esordienti) Delphine e Muriel Coulin, che traggono spunto per la vicenda da un fatti realmente accaduti nel 2008 al di la’ dell’oceano, e precisamente a Gloucester, nel Massachusetts.
Ottime le ragazze (che non sono attrici professioniste) e ottima la colonna sonora.
Un film da vedere.