Un fidanzato per mia moglie - (Davide Marengo, 2014) - Recensione
Geppi Cuccari e' una speaker radiofonica leggermente logorroica, in radio e nella vita, di nome Camilla. Vive, sufficientemente piacente e sufficientemente felice, in Sardegna, dove risiedono le fidate amiche di una vita, colleghe in radio. Ma il suo ragazzo e' milanese, e ad un certo punto della vita decide di sposarsi e trasferirsi nella fredda capitale lombarda.
Qui non lavora, e, probabilmente un po' per noia e un po' per natura, riversa la sua logorrea sul povero marito Simone (interpretato da Paolo Kessisoglu), dipendente di un eccessivamente estroverso commerciante di auto d'epoca.
Il clima in famiglia si fa sempre piu' teso, tanto che decidono di farsi aiutare da un terapeuta di coppia per ricucire. In realta' il pavido Simone vorrebbe rompere, ma non ha il coraggio di affrontare la forte Camilla, per cui escogita un piano per liberarsene senza averne la colpa.
Il suo sessuomane datore di lavoro conosce il mitologico Falco (Luca Bizzarri), un ex playboy ritiratosi in una roulotte del quale si favoleggia un mancato matrimonio con la figlia di Pele'.
Questo Falco verra' assoldato per conquistare Camilla, e lo fara' con metodi un po' d'antan, ma sempre efficaci, anche se, in questo caso, sara' piu' Falco che avra' un debole per Camilla che non viceversa.
Nel frattempo Camilla mette in pratica la logorrea triste che gli e' congeniale in una radio milanese nella quale ha trovato un lavoro conducendo con successo una trasmissione. Il suo umore, a causa di cio', migliora parecchio, e il giovane direttore della radio sembra anche lui attratto dalla volitiva Camilla...
Sembrerebbe un film ritagliato perfettamente sulle caratteristiche attoriali della Cuccari e sulle caratteristiche di due regioni italiane, invece scopro che e' un remake di un film di successo argentino dal titolo "Un novio para mi mujer ".
In effetti, Geppi e' molto brava in questa interpretazione, cosi' come buone sono le prestazioni degli altri attori.
Privi di retorica e spesso efficaci le situazioni e i dialoghi che ne fanno un film leggerino ma molto gradevole. Sicuramente in questo ha un peso lo zampino dell'oramai onnipresente, ottimo Francesco Piccolo nella sceneggiatura e/o riadattamento del film.
Insomma, un'opera tutto sommato adatta per una serata piacevole.