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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Un castello in Italia - (Valeria Bruni Tedeschi, 2013) - Recensione

petardo

 

Inizio subito col dire che (per me) "Un castello in Italia" e' un film stupendo, sorprendentemente stupendo.

 

Racconta un particolare della storia di una famiglia (Rossi Levi) che vive a Parigi ma che ha un castello in Italia, a Castagneto Po.

Il padre (defunto) era un ricco industriale torinese, ma la fabbrica e' oramai chiusa da tempo e le loro finanze non sono piu' molto floride, per cui sarebbero decisi a vendere il castello e un prezioso dipinto contenuto nello stesso.

Valeria Bruni Tedeschi interpreta Louise, la figlia, quarantetreenne delusa dalla vita (peraltro agiata). E' soggetto di una corte serratissima da parte di Nathan, un giovane attore. Lei e' un po' titubante, vista la differenza di eta', anche se non le dispiace affatto. Il loro rapporto entrera' in crisi quando decide di avere un figlio (con inseminazione artificiale) da Nathan stesso,.

Poi c'e' la madre, ex attrice e musicista, e il fratello (Filippo Timi) malato di AIDS.   

 

Non pensavo che Valeria Bruni (che, per inciso, e' la sorella di Carla Bruni, moglie di Sarkozy) fosse cosi' direi naturalmente dotata nel dirigere e sceneggiare i film.

In realta' la sceneggiatura e' scritta a 6 mani. Oltre a Valeria Bruni Tedeschi c'e' Noémie Lvovsky e Agnès de Sacy, ma la storia e' per certi versi (ma non so quanto di preciso) autobiografica.

Le similitudini rispetto alla sua vita reale sono notevoli: il castello  da vendere a Castagneto Po, la vita a Parigi, la fabbrica del padre e il fratello morto di AIDS nel 2006.

Anche alcuni attori interpretano se stessi, a partire dalla madre, Marisa Borini, eccezionale nella sua parte, e Nathan (Louis Garrel) che per anni e' stato il compagno di Valeria.

Sebbene alcune scene siano sicuramente drammatiche, il film non indulge in sentimentalismi o in banalita'. E' sempre molto intrigante e spesso anche divertente, pur mantenendo una notevole intensita' narrativa.

A questo punto mi e' venuta la voglia di vedere anche le altre due opere che hanno visto Valeria Bruni come regista e, nel secondo, sceneggiatrice, cioe' "È più facile per un cammello..." e "Attrici", cosi' come sono curioso di vedere i film dell'altra sceneggiatrice, Noémie Lvovsky, anche lei regista e attrice.

Un castello in Italia - (Valeria Bruni Tedeschi, 2013) - Recensione
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