I piccoli maestri - (Daniele Lucchetti, 1997) - Recensione
Anno 1943, nordest Italia.
Un gruppetto di studenti decide di intraprendere la strada della lotta alla dittatura fascista entrando in clandestinita' e cercando di unirsi agli altri gruppi di partigiani, sull'altipiano di Asiago.
Ma a fare i partigiani, se non si e' attrezzati (e in un certo senso non lo si e' mai) non e' facile, soprattutto per studentelli magari avvezzi ai libri ma non alla dura realta' della guerra vissuta in prima persona. Non e' facile uccidere, ne' cercare di non essere uccisi.
Non senza discussioni sui metodi di lotta, alcuni (tra cui Gigi, interpretato senza particolari guizzi da Stefano Accorsi) rientreranno dalla faticosa campagna a Padova, in tempo per vivere la liberazione grazie proprio ai partigiani, prima dell'intervento alleato.
Finale (un po' retorico, contrariamente al resto del film) sull'irripetibilita' della straordinaria esperienza vissuta (e meno male, dico io!).
Daniele Lucchetti, il regista e sceneggiatore (assieme a Starnone) di questo film, doveva essere una garanzia, visti i precedenti di buon livello ("Domani accadra'" e "Il portaborse", tra gli altri) ma non e' stato proprio cosi'.
Il film mi e' sembrato di scarso spessore, poco "vero", forse troppo intellettuale.
E' tratto da un romanzo, con lo stesso titolo, di Luigi Menghello al quale, mi dicono (io non l'ho letto) il film non rende merito.