Come riparare l'alimentatore MagicSafe di Apple (o almeno provarci)
Anche gli oggetti considerati tra i "Top" dell'industria di informatica (anche se di consumo) come la Apple possono avere dei problemi "di usura".
Qui parlo dell'alimentatore MagSafe Apple da 60 watt (per MacBook e MacBook Pro da 13 pollici), che mio figlio utilizza intensamente da qualche anno.
Il risultato, a livello di consumo, e' evidenziato dalla fotografia presente qui sotto. Il punto debole e' l'attaccatura del fili al box contenente l'alimentatore vero e proprio, che dopo un certo numero (certamente elevato) di piegamenti, comincia a rompersi.
Si tratta di una specie di filo schermato, con all'esterno la guaina isolante, quindi una calza metallica in rame argentato e, al suo interno, un cavo isolato conduttore. Quindi un semplice (per fortuna) cavo a 2 conduttori, di cui e' indispensabile rispettare la polarita'.
Con l'uso, la calza metallica si puo' interrompere e, caso estremo ma non infrequente, puo' andare in cortocircuito con il filo conduttore interno.
In prima approssimazione ho ritenuto che si potesse aprire il "guscio" contenente i circuiti elettronici del regolatore per dissaldare i 2 fili che vanno verso l'Apple (cioe' il PC) ed eliminare la parte che tende all'interruzione, riducendo di conseguenza la lunghezza del cavo di qualche centimetro.
In primo luogo, per tentare di aprire il "guscio", si deve togliere la spina, che e' cosi' per adattarsi ai vari standard adottati dalle varie nazioni. La cosa e' semplice, e basta fare leva con un cacciavite piccolo, come illustrano le foto precedenti.
Decisamente piu' complesso e' l'apertura del guscio in plastica dell'alimentatore.
Le due semiparti non sono connesse tramite viti ma tramite incastri e colla, penso cianidrica, assai tenace.
Sono riuscito a separare, con fatica, le 2 parti in alcuni punti ma non in tutti, pena, probabilmente, la rottura irreparabile di parte delle plastiche.
Alla fine ho rinunciato anche perche' ho visto che l'uscita del filo dall'alimentatore era vulcanizzato nella plastica del passacavo di uscita. Secondo me, non sarebbe stato possibile una riparazione senza mettere a repentaglio i circuiti interni in caso di stress meccanico dei fili in quando non avrebbero piu' avuto la protezione data dal passacavo incastrato tra i 2 semigusci.
Evidentemente Apple non vuole assolutamente che i propri alimentatori siano riparati, ma semplicemente sostituiti con nuovi. Peccato che il loro costo (79 euro) sia alquanto irragionevole.
Di conseguenza l'approccio e' stato molto piu' limitato alla riduzione del danno che non ad una riparazione duratura.
La parte finale della plastica del passacavo che entra nell'alimentatore e' rimovibile con l'aiuto di un paio di forbici da elettricista. Qui la difficolta' sta nel togliere questa guaina senza tagliare neanche uno dei 2 conduttori che fuoriescono. Effettivamente ci vuole un po' di perizia.
Poi, facendo in modo che i 2 conduttori, ben distanziati, entrino facilmente in un mammuth di piccole dimensioni (e, nel caso, occorre saldare un pezzetto di filo al conduttore piu' corto, che e' tipicamente costituito dalla calza), si affrancano, tramite le relative viti, al mammuth.
Poi, rispettando le polarita' (cavo centrale con cavo centrale, la calza con la calza) si connette all'altro lato del mammuth la parte terminale del cavo originale di alimentazione precedentemente tagliato in prossimita' della zona danneggiata, con i conduttori ben separati e, se possibile, stagnati.
Per limitare lo stress meccanico dovuto all'uso nei pressi del mammuth, che sarebbe ancora piu' deleterio di prima, con l'aiuto di ottimo nastro isolante, ho assicurato il cavo di uscita alla scocca dell'alimentatore, evitando cosi' che lo stress insista nella zona del mammuth.
Certamente non e' una soluzione ideale, ma ritengo che sia aggiustabile anche in caso di successive rotture, in attesa di una buona occasione per un alimentatore per Apple adeguatamente poco costoso, magari usato.
Forse e' meglio diffidare di alimentatori di provenienza incerta, che, come si e' letto recentemente nelle notizie di cronaca, almeno per quelli degli smartphone, sono stati causa di incidenti anche gravi.
NOTA: questa riparazione e' da effettuarsi solo quando la garanzia e' scaduta, e solo se si hanno delle nozioni di elettrotecnica/elettronica sufficienti (oltre ad una manualita' che, sperabilmente, sia pari o, meglio, superiore alla mia). Non si risponde, chiaramente, di danni dovuti a malaccorto maneggiamento e "riparazione" del'alimentatore.