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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Smetto quando voglio - (Sydney Sibilia, 2014) - Recensione

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Pietro Zinni è un brillante ricercatore universitario (chimico), ancora precario all’eta’ di 37 anni, che ritiene di avere inventato un algoritmo (?!?) per la produzione di molecole di tipo innovativo. Discute di questo suo progetto che pero’ non è capito, e al suo posto viene promosso il lavoro di un collega. Non avrà più quindi l’assegno di ricerca e si trovera’ a dover far fronte alle spese che lui e la compagna (che gli dira’ di aspettare un bambino, tra l’altro) devono far fronte.

Lui evita di dire alla moglie del lavoro che non c’è piu’, e agisce come se andasse ancora in Universita’.

Come lui ci sono molti suoi amici, laureati in diverse materie, che non trovano un lavoro adeguato ai loro studi e quindi si arrangiano, accettando qualunque cosa. Troveremo quindi due brillanti latinisti che fanno i benzinai sotto l’arcigno titolare cingalese, matematici che (tentano) di sfruttare le loro conoscenza per vincere al poker e lavapiatti in ristoranti cinesi che, come Pietro, sono in realta’ dei chimici.

Ma Pietro non vuole buttare alle ortiche le sue conoscenze e quindi, con l’aiuto dei suoi amici, organizza una “banda” per la produzione e spaccio di una sostanza stupefacente che inventa e che, non essendo ancora inserita nelle sostanze proibite del Ministero della Salute, non è in realta’ (ancora) vietata.

Ma sulla sua strada (assai remunerativa) ci trova il boss locale, “Er Murena” (interpretato da Neri Marcore’) che gli causera’ qualche pasticcio…

 

La disoccupazione dei neo (o a anche non tanto neo) laureati in Italia è l’idea che sta dietro a questo film, opera prima del regista Sydney Sibilia, una commedia che rispecchia i classici della commedia all’italiana rivisitata con argomenti attuali.

Secondo me, qui sceneggiatori e regia hanno raccolto non proprio la parte migliore di questo filone importante della cinematografia italiana, e, troppo spesso, luoghi comuni e situazioni talvolta un po’ rozze rovinano in parte l’idea principale che poteva essere meglio sviluppata. Il risultato non e' sufficientemente comico come invece avrebbe voluto essere e, spesso, risulta (almeno a mio avviso) irritante.

 

Non aiutano gli attori, spesso ipercaratterizzati, come il protagonista Valerio Leo, o macchiettistici. Anche la bella e brava Valeria Solarino (che apprezzo molto, peraltro) mi sembra non abbia le corde giuste per questo genere cinematografico.

 

Diciamo che è stata un’occasione che poteva essere sfruttata meglio…

Smetto quando voglio - (Sydney Sibilia, 2014) - Recensione
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