Grand Budapest Hotel - (Wes Anderson, 2014) - Recensione
Questo film inizia con una serie di flashback concatenati uno nell'altro. Forse un inizio cosi' spinto i miei 2 neuroni rimasti non lo reggono e, nonostante le bizzarre ambientazioni e le panoramiche su un mondo che pare (o forse e') di cartapesta, colorate in modo vintage, comincio a perdermi, anche perche' le vicende narrate non mi coninvolgono piu' di tanto, come nemmeno i raffinati (troppo?) dialoghi.
Qui siamo in presenza di un grand hotel posto in un misterioso posto sulle montagne dell'est europeo che negli anni '30 era un luogo particolarmente glamour, e attirava la ricca (e anziana) borghesia dell'epoca, un mondo nel quale il concierge (noi diremmo portinaio?) facente in pratica come direttore dell'hotel, ci sguazza cone un'anguilla, intrattenendo amabilmente in molti sensi le signore presenti.
in particolare, per una di queste Gustave, il concierge, rappresentava probabilmente parecchio. L'ultima volta lo lascio' con funerei presentimenti. Infatti di li a poco mori'.
Gustave, partito per la casa della signora con il fidato Zero Mustafa, che sara' il "padrone" dell'hotel molti anni dopo, scopre che la signora gli aveva lasciato in eredita' un famoso quadro. Questo fatto determino' l'ira dei parenti piu' stretti della signora buonanima, che accusarono Gustave della sua morte.
Da qui una girandola di situazioni che vedranno Gustave anche in prigione, ma, grazie a Mustafa...
Che dire, personalmente devo ammettere che questo film non mi ha entusiasmato affatto. Ma potrebbe essere un caso personale, una idiosincrasia verso i temi e i modi di raccontarli. Infatti, questo film e' idolatrato da molti, per cui il mio giudizio puo' non combaciare a quello di molti altri.
Tra l'altro, Grand Budapest Hotel e' stato prescelto come candidato all'oscar 2015, ma, (notizia fresca fresca), ha vinto solo per i costumi, opera della nota costumista italiana Milena Canonero, al suo quarto oscar.
Come dire, questo film, che io trovo noiosamente e stucchevolmente bizzarro, puo' piacere a molti altri, quindi, se vi aggrada il genere...
Tra gli interpreti segnalo l'oramai onnipresente Ralph Fiennes nel ruolo di Gustave, F. Murray Abraham in Mustafa' da anziano.
Il film e' ispirato alle opere di Stefan Zweig, scrittore austriaco inviso al nazismo, e la sceneggiatura e' dello stesso regista, Wes Anderson, non nuovo a film piuttosto anomali come questo, come ad esempio Le avventure acquatiche di Steve Zissou.