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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Ci vuole un gran fisico - (Sophie Chiarello, 2013) - Recensione

petardo

 

Una simpatica ancorche’ disperata cinquantenne (Angela Finocchiaro) è alle prese con tutti i sintomi tipici dell’eta’. Fisico non piu’ liscio e atletico come un tempo, pancetta, menopausa (nome orribile) che comincia a farsi sentire con “caldane” (altro nome orribile) frequenti e fastidiose.

 

Per di piu’ ha sulle spalle un ex marito imbecille (Elio) che vive praticamente alle sue spalle, una madre sgrillettata e una figlia, musicista un po’ ribelle (Antonella Lo Coco, reduce da X Factor, che qui canta e suona due canzoni del suo primo album, in uscita).

 

A completare il quadro incasinato ci si mette anche il lavoro. È commessa in un negozio di cosmetica e profumeria dove deve consigliare, con sempre meno autorevolezza, i prodotti di bellezza. Infatti è costretta a dichiarare ai clienti un’eta’ (la sua) molto superiore a quella effettiva per esaltare le proprieta’ dei prodotti.

 

Il capo (un cattivissimo Raoul Cremona) non aiuta certo a rasserenare gli animi, e, in piu’, quotidianamente, le frega il posto auto. Non trova quiete neanche tra le colleghe piu’ giovani (e toniche) ne’ tra le coetanee con velleita’ da coguaro, soprattutto verso il capo, con mire (frustrate) di avanzamenti di carriera.

 

Insomma, per tirare avanti la carretta in queste condizioni ci vuole un fisico bestiale, come recitava una canzone di Luca Carboni di qualche anno fa, alla quale il titolo di questo film, probabilmente, ammicca.

 

Anche il suo, personale “angelo della menopausa” che interviene direttamente dal cielo con tanto di telecomando magico e che colloquia in varie lingue direttamente con l’altissimo (impersonato da Giovanni Storti) non ha vita facile, con lei.

 

 

Ci vuole un gran fisico è il primo lungometraggio di Sophie Chiarello, gia’ aiuto regista di film con Aldo, Giovanni e Giacomo, che qui intervengono con piccole parti (se si esclude l’angelo della menopausa).

 

Secondo me non si puo’ dire che sia totalmente riuscito, anche se l’argomento poteva essere adatto ad un film brillante e spiritoso quale è solo in parte. Un po’ troppi luoghi comuni sfornati con poco mestiere non rendono come dovrebbero.

 

Non aiutano come ci si aspetterebbe neanche gli interpreti, anche noti. Giovanni e Giacomo in particolare, mentre Aldo è abbastanza in palla nella piccola parte dove interpreta un tassista.

 

Angela Finocchiaro, seppure brava e divertente di per se, non sembra neanche lei completamente convinta della sceneggiatura.

 

Bruttissimo lo sgangherato balletto finale che conclude il film, anche se forse rispecchia l’andamento un po’ sgangheratiello del film stesso.

Ci vuole un gran fisico - (Sophie Chiarello, 2013) - Recensione
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