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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Welcome - (Philippe Lioret, 2009) - Recensione

petardo

 

Il protagonista di questo interessante opera è Bilal Kayani, un diciassettenne curdo che ha intrapreso un viaggio avventuroso durato tre mesi per poter riabbracciare la fidanzata, emigrata con i genitori a Londra.

 

Bilal riuscira’ ad arrivare a Calais, in Francia, dopo tre mesi di viaggio. Dalla meta mancano solo qualche decina di chilometri di mare, l’insidiosa “Manica” dello stretto tra Calais e Dover.

 

Non è l’unico immigrato, sulla costa settentrionale della Francia. Molti uomini e donne si ammassano in quella zona per poter andare in Inghilterra, meta agognata per molti di loro.

 

Ma riuscire a passare attraverso i traghetti che imbarcano camion sui quali nascondersi non è semplice ed è costoso (oltre che illegale). Sofisticare apparecchiature in dotazione alle guardie di frontiera “annusano” la presenza di persone all’interno dei teloni e gli stratagemmi adottati per non farsi scovare non sempre funzionano.

 

Sul territorio francese vengono in aiuto dei disperati in attesa della traversata sparuti gruppi di volontari che forniscono un pasto caldo. Volontari che sono invisi alle forze dell’ordine che hanno forti spinte dall’alto per cercare di osteggiare perfino questi aiuti.

 

Tra i volontari c’è l’ex moglie di un campione di nuoto che fa l’istruttore in una piscina. Bilal si presentera’ da lui per prendere lezioni di nuoto. L’idea (folle) è di riuscire ad attraversare la manica a piedi. Ma Bilal è molto atletico, e potrebbe farcela.

 

Simon, l’istruttore, è dapprima piuttosto infastidito, ma poi prende a cuore le sorti di Bilal, anche a scapito di quello che puo’ dire la gente (tra l’altro un vicino di casa molto poco propenso all’accoglienza nonostante sul suo zerbino campeggi la scritta “Welcome”). In piu', avra' noie con le forze dell’ordine.

 

Un lavoro sull’immigrazione molto interessante questo Welcome, film francese ottimamente diretto e sceneggiato da Philippe Lioret, per il quale ha vinto parecchi premi ed è stato apprezzato da critica e pubblico.

 

L’immigrazione non solo spinta da esigenze di tipo pratico (il cibo, il lavoro, le guerre dalle quali allontanarsi) ma anche di tipo sentimentale, come per il protagonista.

 

Un film molto bello, per nulla buonista ma concreto e “vero”.

 

Molto bravi anche tutti gli interpreti, non particolarmente noti, almeno in Italia.

 

Colonna sonora emozionante.

 

Assolutamente consigliabile.

Welcome - (Philippe Lioret, 2009) - Recensione
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