Solo Dio perdona - (Nicolas Winding Refn, 2013) - Con Ryan Gosling - Recensione
Dopo la buona prova di "Drive" (vedi http://petardo.over-blog.it/article-drive-nikolas-winding-refn-2011-110071197.html), io e mia moglie (alla quale non dispiace Ryan Gosling, secondo me abbastanza bravo ma dall'aspetto di un "limone senza sugo"), abbiamo approcciato questo secondo film che il regista danese Refn gira con l'attore canadese.
Dico subito che non e' stata una buona scelta.
La vicenda, molto oscura e quasi incomprensibile, da come e' stata raccontata, si svolge a Bankok, in Thailandia, in fetidi club dove si pratica la boxe thailandese (che contempla anche i calci).
Il nostro protagonista gestisce uno di questi luoghi ma realizza piu' utili con la droga.
Ha un fratello che si macchia di crimini verso una minorenne, che uccide, ma a sua volta e' ucciso.
Tra vendette, uccisioni, "angeli vendicativi" che puniscono i criminali e scene piuttosto cruente, di difficilissima comprensione (anche perche' i dialoghi sono scarsi, talvolta in thailandese, la luminosita' e' scarsa (e rossastra) pure lei la sofferenza che su prova guardandolo (e anche la noia, ad un certo punto), fanno si che e' difficile arrivare indenni alla fine.
Insomma, un film che io e mia moglie non abbiamo apprezzato perche' non abbiamo capito o semplicemente un film orribile?
Be', se volete vederlo fate pure, ma poi non dite che non vi avevo avvertito!