Gli amanti passeggeri - (Pedro Almodovar, 2013) - Recensione
Ricordo di avere visto molti film notevoli del regista "di culto" Pedro Almodovar, a partire dal suo primo lungometraggio, "Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio", del 1980, per passare al mitico "Donne sull'orlo di una crisi di nervi "(1988) e al piu’ recente "Tutto su mia madre" (1999).
In tutti i casi, i suoi lavori mi hanno interessato e incuriosito. Era evidente uno spessore e una verve sincera che in questo suo ultimo lavoro, a mio avviso, manca.
Quasi tutto il film si svolge su un aereo dell’improbabile compagnia aerea “Peninsula”, male preparato dai tecnici dell’aeroporto di partenza, tra i quali recitano, doppiati in modo abominevole e per pochi secondi, Banderas e Penelope Cruz. Questo causa un problema al carrello e la necessita’ di fare un atterraggio “a rischio” in un aeroporto che sara’ attrezzato con tutta la schiuma ignifuga necessaria allo scopo.
Nel frattempo, sull’aereo, si alternano personaggi piu’ o meno bizzarri ma non indimenticabili, tra i quali una “sensitiva” che avverte qualcosa di “grande” che succedera’ sul volo. Lei, a causa, dice, di queste sue qualita’ paragnoste, è ancora illibata, e trovera’ sul volo la soluzione del suo problemino (anche se in modo alquanto anomalo).
Si parla parecchio di sesso su quell’aereo, anche perche’ i tre steward protagonisti della pellicola sono dichiaratamente omosessuali, fissati sull'argomento (e che non disdegnano l'alcol). Questi tre personaggi, oltretutto, agiscono e si muovono con i piu’ classici, per non dire retrivi, atteggiamenti gay.
Anche tra i piloti l’identita’ sessuale è confusa, in particolare per i copilota che durante il volo (che piu’ che altro è l’attesa per l’atterraggio a rischio) “fa un giro” con uno degli steward.
La semideserta business class, popolata da bizzarri personaggi, è tranquillizzata dal personale di bordo, mentre per i passeggeri dell’affollata classe economica la soluzione per evitare il panico è stata quella di una narcotizzazione collettiva.
Anche l’idea dell’atterraggio nella morbida schiuma, inquadrata come se fosse un mare che tutto copre e attutisce, rimane un po’ li’, appesa e inconcludente.
Non so se si è capito, ma questo film non mi è piaciuto ne’ mi ha (quantomeno) divertito, anzi, mi sono annoiato parecchio. Anche le gag e le battute, spesso piuttosto volgari, sono poco banali e a mio avviso poco indovinate.
C’è chi ha visto in questo film la metafora della situazione sociale ed economica spagnola (e forse non solo), ma, ammesso che ci sia, e' confusa e poco pregnante, e in ogni caso non risolleverebbe le sorti di un film, sempre a mio modesto parere, assai malriuscito.