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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Treno di notte per Lisbona - (Bille August, 2013) - Recensione

petardo

 

Del 2013, di Bille August, protagonista Jeremy Irons, con Melanie Laurent, Charlotte Rampling e la partecipazione di Bruno Ganz.

Raimund e` un professore svizzero dall’aspetto serio ed austero. Vive da solo (ma non e` sempre stato “single”: e` stato lasciato) e fa una vita anche troppo tranquilla.

Un giorno, recandosi a scuola, vede una ragazza in piedi sul parapetto di un ponte: sta per gettarsi. Raimund riesce ad afferarla, salvandola; lei accetta di accompagnarlo fino a scuola, ma durante la lezione si allontana e sparisce.

Dimentica appeso, in classe, il cappotto; Raimund nel tentativo di identificarla fruga nelle tasche, e trova un libro di autore portoghese che gli sembra una pista da seguire. Riesce a risalire al libraio in cui la ragazza ha comprato il libro, che gli dice che la ragazza dapprima lo ha letto, li` in libreria, poi lo ha comprato, uscendo con un atteggiamento un po’ sconvolto.

Nel libro c’e` un biglietto ferroviario, per un treno notturno per Lisbona; il professore corre in stazione, ma lei non c’e` e a questo punto, d’impeto, e` lui a salire sul quel treno, incuriosito com’e` non solo dalla ragazza, ma anche dal libro, denso di considerazioni filosofiche.

Lisbona e` un altro mondo rispetto alla Svizzera, i colori e la gente sono ben diversi; Raimund e` partito senza bagagli, mentre gira per fare acquisti gli cadono gli occhiali, rompendosi, e allora deve recarsi da un ottico. L’ottico e` una simpatica giovane signora, con cui parla diffusamente di quel che gli e` capitato e del libro.

Lei sa chi sia l’autore, il Dottor Prado, defunto, e lo accompagna fin davanti alla sua casa.

Raimund suona il campanello e viene ricevuto dalla sorella (una Charlotte Rampling particolarmente enigmatica), che si comporta come se il fratello fosse ancora vivo.
Raimund e` incuriosito e torna a trovarla piu` volte, riuscendo a poco a poco a vincerne la diffidenza e a carpire qualche notizia.

La storia del Dott. Prado si svolge durante la dittatura di stampo fascista di Antonio Salazar (sostituito da Caetano, negli ultimi anni) che duro` dal 1933 al 1974, anno in cui la “rivoluzione dei garofani” spazzo` via quell’odioso regime.

La signora ottico e` nipote di un amico dello scrittore che adesso vive in una casa di riposo, oppositore del regime come il Dottor Prado.

Lo zio porta ancora su di se` le tracce della brutale tortura subita dagli aguzzini di Mendes, poliziotto detto “il boia di Lisbona”. E` lo zio che racconta a Raimund la storia del Dr.Prado, scrittore, filosofo e medico amatissimo dai suoi pazienti per i quali il suo studio era aperto a qualunque ora del giorno e della notte, fino alla notte in cui fu costretto alla fuga.

Il racconto e` complesso, ripercorre alcuni momenti della sanguinosa dittatura Salazar (a cui, ho pensato con un brivido, sono stato contemporaneo, per un breve periodo: nel 1974 ero quasi diciottenne e quasi non me ne sono accorto!) e coinvolge anche una ragazza dalla memoria prodigiosa, fondamentale per il movimento, il suo ragazzo di allora e l’evoluzione (non positiva) della loro storia.

Alla fine rivedremo questa ragazza, salvatasi e diventata docente universitario, e anche l’ex, ormai invecchiato ma ancora rancoroso (Bruno Ganz).

Si scoprira` perche` l’altra ragazza, in Svizzera, voleva gettarsi dal ponte dopo aver letto il libro del Dr. Prado.

La vita del professore, dopo questa tempesta di emozioni, non riuscira` piu` a tornare come prima. Ma il primo ad esserne contento e` lui.

Un film che si evolve imprevedibilmente e si carica di emozioni strada facendo; parte come un giallo, si evolve nel binomio “amore e rivoluzione”, ci spiega alla fine il perche` del tentato suicidio e conclude un po’ buonisticamente con l’uscita del professore dalla sua solitudine.

Parecchia “carne al fuoco”, insomma, ma raccontata con ritmo serrato e coinvolgente, e con ottimi attori. Charlotte Rampling, pur invecchiata, resta piu` fascinosa che mai.

 

 
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