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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Riccardo III - (Richard Loncraine, 1995) - Recensione

petardo

 

Riccardo III è, notoriamente, uno dei personaggi piu` “cattivi” della storia del teatro. Immortalato come un campione di efferatezze da Shakespeare nella tragedia omonimam, Riccardo III era un uomo bruttissimo e deforme, figlio/fratello di re che dopo la fine della Guerra delle Due Rose, con un’implacabile determinazione che sembra quasi una rivalsa per la sua bruttezza, ordina ai suoi sicari l’assassinio di chiunque se interponga tra lui e il trono, compresi padre, moglie, fratelli, giovanissimi nipoti-principi ereditari, ma anche ex- alleati resi perplessi dalla sua condotta sanguinaria (o dal sospetto di non guadagnarci abbastanza).

La storia si conclude con la battaglia nella quale viene (finalmente) ucciso da un oppositore fuggito in Francia e ritornato alla testa di un esercito.

Fin qui, potrebbe essere la ripresa cinematografica di uno spettacolo teatrale: ma il regista gioca con l’ambientazione, portando il testo shakespeariano pressoché “originale” nell’Inghilterra del 1920, e cosi Riccardo assomiglia a Hitler (qui la similitudine è molto calzante!), i personaggi parlano come nel ‘600 ma ballano il foxtrot, si muovono in automobile e si fanno la guerra con aerei e carri armati, al punto che la famosissima frase “il mio regno per un cavallo!” pronunciata da Riccardo al momento della sconfitta appare stranamente dissonante in mezzo a jeep e mitragliatrici, e in qualche modo sgonfia in una prospettiva ridicola l’assolutezza della sua malvagita`.

A questo si aggiunge un ulteriore capogiro, ma solo per gli amanti del fantasy: infatti il cattivissimo Riccardo e` interpretato da Ian McKellen, che e` uno della piu` famosi e considerati interpreti teatrali delle opere di Shakespeare, ma agli occhi di mio figlio, che ne era appassionato da bambino, ha l’inconfondibile faccia del buonissimo mago Gandalf del Signore degli Anelli.

Scenografia e costumi che pescano a piene mani dalle immagini del Reich, con qualche squarcio veramente teatrale (il monologo sul tetto della prigione, come su un’isola circondata dall’acqua) e una battaglia finale girata in un’enorme ex-fabbrica palesemente destinata alla demolizione.

Insomma, un guazzabuglio davvero strano.

E adesso la cosa più difficile: dire se mi sia piaciuto. Non lo so. Inquietante, sicuramente. Nero, nerissimo, anche. Forse nemmeno in teatro mi piacerebbe: e` la storia di un inarrestabile malvagio, che alla fine muore, ma ci resta la sensazione che se la sia perfino cavata con poco.

Ma l’ambientazione finisce per sembrare staccata dalla storia, e` un po’ un giochino fine a se stesso, il parallelo tra Riccardo e Hitler e` perfino banale, il testo antico cosi decontestualizzato si presta a momenti di ridicolo.

Comunque non e` noioso, mentre ho il sospetto che a teatro possa esserlo (per me). E` da vedere, ma lascia poco.

Molto bravi gli attori.

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