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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Qualcosa nell’aria - (Olivier Assayas, 2012) - Recensione

petardo

 

Film di Olivier Assayas del 2012, sul ’68 francese. Premiato come miglior sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia.

 

Il ’68 come ce lo hanno raccontato, come noi che lo abbiamo sfiorato, di poco (per motivi anagrafici) abbiamo sempre pensato che fosse: avevamo 8, 10 anni.

Ho ricordi infantili di filmati in bianco e nero che in tv mostravano gipponi della polizia in circolo attorno ai manifestanti, lanci di pietre e lacrimogeni, solo per qualche istante pero`, quasi a non voler turbare la pubblica opinione.

Ero piu` grande dopo, ai tempi del terrorismo, che erano comunque tempi incredibilmente piu` bui; in pochi anni le mille speranze e i colorati sogni che dal ’68, pur tra le cariche della polizia, erano stati generati si erano spenti per lasciare spazio al mostro, al terrorismo, appunto.

 

Qui siamo nel bel mezzo del ’68 francese, ma e` anche una storia di ragazzi e ragazze; sempre indaffaratissimi tra manifestazioni, discussioni pubbliche, distribuzione di giornali contro il sistema, zuffe e scritte sui muri. Sempre di corsa, anche per scappare dagli avversari o dai poliziotti. Un’immensa energia, un’ impressionante facilita` di relazionarsi, di fare, di andare. Come se tutto fosse a portata di mano.

Le loro discussioni sembrano un po’ pedanti, adesso, un po’ verbose: ma manifestano una reale voglia di partecipare, che di questi tempi e` merce ormai introvabile tra i ragazzi e forse non solo tra loro.

Il tutto, come si sa, in un contesto di amore libero/sesso liberissimo e droga, ahime`, in quantita`.

 

E` un affresco, in cui lo sguardo si posa su qualche personaggio, amori che nascono e muoiono, il viaggio in Italia, la pittura, la regia, il viaggio in Afghanistan, le prime esperienze di lavoro, i rapporti di burrascosa incomprensione con genitori che non sono attrezzati per capire.

Gli errori, parecchi, soprattutto ovviamente la droga.

 ‘’E Gianni ritornato da Londra

 a lungo ci parlò dell'LSD

 tenne una quasi conferenza colta

 sul suo viaggio di nozze stile freak”

(da “Eskimo” di Francesco Guccini)

 

Impossibile non chiedersi dove siano finiti tutti quanti, dopo, considerando che la Francia non ha avuto, al contrario dell’Italia, l’ epilogo del terrorismo a spazzare via tutto.

Ma certamente anche in Francia adesso “quei” giovani portano la cravatta, e da molti anni.

 

Il ’68 rimane qualcosa di epico, inconcludente ma straordinario. Allo spettatore il compito, se lo desidera, di capire cosa realmente il ’68 abbia cambiato nella mentalita` di quegli anni e negli anni successivi.

 

Il film e` fatto molto bene, ricostruzione accurata perfino nelle immagini che sembrano “datate”.

Perfetto per raccontare ai propri figli (volendo farlo, ammesso che sappiano che e` esistito) cosa fosse il sessantotto.

A me ha lasciato una sensazione di vuoto, e anche di rimpianto per l’occasione sprecata; ma al liceo gli ex-sessantottini rimasti mi sembravano noiosi e logorroici, dischi rotti che ripetevano lo stesso mantra senza piu` convinzione. La magia era gia` finita.

La colonna sonora e` composta di pezzi “mitici” dell’epoca.

Qualcosa nell’aria - (Olivier Assayas, 2012) - Recensione
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