Prendi i soldi e scappa - (Woody Allen, 1969) - Recensione
Il secondo film di Allen, Prendi i soldi e scappa, e' sicuramente uno dei più famosi di Woody. Io, quando lo vidi, probabilmente in seconda visione o in TV, ricordo che mi piacque immensamente. Comicità originale, situazioni paradossali, uno stile innovativo che mi faceva letteralmente sbellicare dalle risate.
Rivedendolo ultimamente, un po' meno. Fermo restando la genialità dell'opera, probabilmente il genere ha fatto scuola, e quel tipo di comicità è adesso piuttosto diffuso, per cui non così sorprendente come qualche decennio fa.
Il protagonista, interpretato dallo stesso Allen, che è anche sceneggiatore e regista, è Virgil Starkwell, un personaggio che ha nell'anima l'arte del crimine ma non ne ha assolutamente le capacità.
E' girato come se fosse un documentario sul delinquentello stesso. Eccezionali le interviste al papà (cha afferma di averlo legnato in lungo in largo un po' per tutto) e la madre. Per evitare di essere riconosciuti indossano occhiali con baffoni, nasone e sopracciglia alla Groucho Marx. L'essere così conciati e il parlare in modo estremamente serio e compunto del loro disgraziatissimo figlio era decisamente esilarante.
Di rapina in rapina (sempre assolutamente infruttuose) il nostro ladro da strapazzo riesce (incredibilmente) a imbastire, ricambiato, una relazione con la bella di turno, sempre presente nei film di Allen, e che talvolta sono state sue partner veramente nella vita. Qui abbiamo janet Margolin, carinissima attrice, acconciata in modo simile a Johan Baez (gli anni erano quelli...), prematuramente scomparsa.
Fantastiche alcune "gag" come quella della pistola perfettamente scolpita in un pezzo di sapone e usata per fuggire dal carcere... in un giorno di pioggia, e quella del panone pugliese coninterno una cinepresa usato per riprendere la banca da rapinare senza dare nell'occhio.
Insomma, se avrete la capacità di collocare il film all'epoca in cui è stato girato, potrebbe essere un’ottima sorpresa.