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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

North Face - (Philipp Stölzl, 2010) - Recensione

petardo

 

North face e' un film storico-alpinistico, dove si racconta di un celebre e drammatico tentativo di “risolvere il problema” della conquista della vetta dell’Eiger, montagna delle Alpi Bernesi caratterizzata da una parete nord a dir poco assassina (e a cui sono stati dedicati altri film , tra cui “Assassinio sull’Eiger” di Clint Eastwood).

Sono molti gli alpinisti morti sull’Eiger, ma questa storia, ambientata negli anni 30, si arricchisce di una dimensione particolare alla luce dell’ascesa del partito nazista che sostenne calorosamente la missione nel tentativo di dimostrare la superiorità tedesca in vista delle Olimpiadi di Berlino (promisero, infatti, l’oro olimpico a chi per primo fosse riuscito a conquistare la cima).

Cosi` in questa impresa sovraccarica di aspettative vennero catapultati due grandi alpinisti bavaresi, Toni Kurz e Andreas Hinterstoisser, niente affatto simpatizzanti per il nazismo, che si trovarono a dover competere con altri tra cui una coppia di alpinisti austriaci.

L’impresa e` raccontata dalla (forse ex?) fidanzata di Kurz, che vi assiste in qualità di giornalista.

La caratteristica della parete nord dell’Eiger, oltre all’estrema difficoltà e alle sempre pessime condizioni meteo che la affliggono, e` di essere affacciata su un pianoro sul quale sorge l’elegante albergo Des Alpes, dalla cui terrazza, muniti di binocoli e cannocchiali, giornalisti e vacanzieri a frotte assistono alla scalata, dando all’evento quel tocco di mondanità caratteristico di quegli anni: significativo il confronto tra le deliziose pietanze assaporate al ristorante dell’albergo e la rusticità disarmante dell’attrezzatura degli alpinisti, che mangiano zuppa d’orzo, dormono in tenda e affrontano la parete con guanti di lana, pantaloni alla zuava, zaini di tela.

Il film offre anche la possibilita` di un interessante confronto “alpinistico”, tra le attrezzature di oggi e quelle di allora, che conferisce agli alpinisti di un tempo un’immagine di coraggio e passione che paiono insuperabili.

Il racconto della scalata prende, ovviamente, la maggior parte del film, con immagini molto spettacolari; ma vengono sviluppate, con finezza, anche le vicende umane correlate.

E` un film inusuale e forse anacronistico per la cinematografia contemporanea, ma l’ho trovato molto serrato e coinvolgente.

Io non posso certo affrontare l’Eiger, ma ho deciso di andare almeno su quella terrazza, a vederlo...

 

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