Nella casa - (François Ozon, 2012) - Recensione
Il professore di letteratura Germain e' sconsolatissimo: il semplice tema che ha fatto fare ai suoi studenti liceali, riguardante l'attivita' del week end, ha dato risultati sconfortanti. Pensieri banali, lunghi un paio di righe, sono cio' che la stragrande maggioranza dei suoi allievi e' riuscito a tirar fuori. Germain rende partecipe al disastro la moglie Jeanne, leggendole le scarne ed elementari elucubrazioni. Solo quando ha iniziato a leggere il lavoro di Claude la musica e' cambiata. Ironico e intrigante, il sedicenne Claude racconta della visita ad un suo compagno di scuola, finanziariamente messo meglio di lui, ma meno dotato intellettualmente. L'elaborato termina con un "continua".
Un po' per aiutare a migliorare ulteriormente l'unico allievo dotato di un'ottima prosa, un po' perche' intrigato dalla storia, Germain caldeggia Claude a continuare a scrivere altre "puntate" di questo racconto. Questo coinvolgera' sempre di piu' Germain, in una situazione che prendera' man mano note "morbosette", data anche l'attrazione che nutre Claude verso la madre del suo compagno e l'omosessualita' piu' o meno latente dello stesso. Tra realta' e finzione narrativa, spesso non distinguibili chiaramente, la storia assumera' anche toni piuttosto drammatici ben sottolineati con intelligenza dal film.
Molto bravi gli attori, (probabilmente anche ottimamente diretti) in particolare il professore (e scrittore di scarso talento), interpretato da Fabrice Luchini, e Claude, (Ernst Umhauer) che risultera' essere quasi demoniaco e padrone della situazione, sebbene si serva solo del potere della scrittura.
Nella casa e' un film di François Ozon, regista francese che gia' altre volte mi ha stupito positivamente (vedi ad esempio http://petardo.over-blog.it/article-potiche-la-bella-statuina-fran-ois-ozon-2010-con-catherine-deneuve-e-gerard-depardieu-107710425.html), da considerare tutte le volte che interessa vedere un film intelligente e non banale.