La Versione Di Barney - (Richard J. Lewis, 2010) - Recensione
Particolare film tratto dal romanzo di successo di Richler Mordecai, che riporta lo stesso titolo. Penso che il successo del libro si debba anche al fatto che Barney era l'amico di Fred, quello piccoletto della vecchia serie di cartoon "gli antenati". Premetto che non ho letto il libro, e dal film, tutto questo entusiasmo mi sembra un po' strano...
Il film racconta la vita e la morte di Barney Panowsky, ebreo di un certo successo grazie alla serie televisiva della sua casa di "produzioni assolutamente inutili".
Bruttino, piuttosto volgare, spesso ubriaco e approfittatore, incontra e sposa (immeritatamente) nella sua vita tre belle ragazze, soprattutto l'ultima, Miriam, la sua preferita.
"Fil rouge" del film la vicenda della morte di un suo amico, del quale lui è ritenuto colpevole da un arcigno ispettore di polizia, Terry McIver, che non è convinto della sua "versione" dei fatti, la versione di Barney, per l'appunto e ha addirittura scritto un libro contro di lui..
La fine della sua vita vedrà Barney in rapido declino a causa del morbo di Alzheimer.
Francamente, questo film non mi ha convinto completamente, la piuttosto sorprendente prima parte cede a qualche lungaggine e una tendenza al melenso nella seconda.
Non so nel libro da cui è tratto, ma qui nel film la sua versione del fatto delittuoso o accidentale che da' il titolo è trattato in modo del tutto marginale.
Il protagonista (interpretato da Paul Giamatti) non mi era affatto simpatico ne’ come personaggio ne' come aspetto fisico, anche se la sua recitazione e' stata davvero ottima, e se il risultato che si voleva ottenere era quello, be', c'e' riuscito.
Notevole anche l'interpretazione del padre, ex poliziotto in pensione (dai discutibili metodi), interpretato da Dustin Hoffman.
