La Passione - (Carlo Mazzacurati, 2010) - Recensione
Gianni Dubois (Silvio Orlando) e` un regista-sceneggiatore in crisi creativa: ha fatto il suo ultimo film cinque anni prima e adesso il suo produttore lo stressa perche` scriva un film per la giovane ma gia` famosa e, ahime`, gia` pretenziosa protagonista di una serie televisiva.
La storia si complica quando scopre che in una sua casa poco utilizzata, in Toscana, l’umidita` dovuta a una tubatura guasta ha rovinato un affresco del Cinquecento nella chiesa adiacente.
Gli amministratori del paese minacciano di denunciarlo e fargli pagare i danni, ma si dichiarano disposti a “lasciar correre” in cambio di un.. piccolo favore: che lui si occupi della regia della sacra rappresentazione del Venerdi` Santo, antica tradizione del paese ora molto decaduta a causa della scomparsa del mitico Conte che se ne occupava con impegno anni prima..
Gianni ovviamente si butta nell’impresa, che non e` semplice, con una disposizione d’animo controversa (e pessimista); per fortuna, dal suo passato si materializza l’amico Ramiro (un Giuseppe Battiston piu` bravo che mai), ex-detenuto per furto con scasso, che aveva lavorato con lui in uno spettacolo organizzato in carcere.
Ramiro e` molto utile perche` sa fare molte cose e ha anche lo spirito giusto per far collaborare le persone, ma Gianni e` depresso e nervoso, litiga sia con l’attore principale della rappresentazione (sia pure con giusta ragione), sia con la divetta che viene appositamente a trovarlo per aver notizie del film, arriva aspettandosi una parte da “divina” e si trova davanti una storia normale, e com’era prevedibile se ne va delusa e arrabbiata.
La rappresentazione sacra e` sempre il bilico sull’orlo l’abisso, ma alla fine, e ancora una volta grazie a Ramiro, a cui la sorte riserva una parte speciale e anche toccante, lo spettacolo riesce benissimo..
Un film tragicomico, ma non banale, ben fatto e benissimo recitato: eccezionale Giuseppe Battiston, ma bravissimi anche Silvio Orlando(che riesce a trasformare ogni parte che gli capita nella “sua” parte) e Corrado Guzzanti (nella parte del primo attore presuntuoso e in realtà incapace), e una nota speciale alla bella Kasia Smutniak in un ruolo minore, ma che riesce a rendere interessante.
