La follia di Henry - (Hal Hartley, 1998) - Recensione
Puo’ un umile netturbino (Simon Grim) con atteggiamenti che fanno pensare ad un lieve ritardo mentale (e per questo dileggiato dai compagni), diventare in pochi anni premio Nobel per la letteratura?
Be’, secondo questo strano film di Hal Hartley si, basta avere un amico che riesca a tirare fuori il grande poeta che c’è in te.
Qui l’”amico” è un controverso Henry Fool (titolo del film in inglese, nettamente migiore della versione italiana), reduce da anni di galera per aver fatto sesso con una tredicenne. Durante la prigionia ha scritto l'opera che, con scarsa modestia, avrebbe modificato i destini dell’umanita’: una serie di quaderni scritti a mano con le sue memorie che, pero’, fino ad ora non ha mai fatto leggere a nessuno.
Henry Fool irrompe nella vita di Simon e gli consiglia un quaderno e una matita, gli attrezzi del mestiere con i quali esprimersi.
Simon, tra l’altro, appartiene ad una famiglia alquanto disagiata, con madre (Mary) depressa e figlia (Fay) piuttosto attiva sessualmente che presto ci provera’ anche con Henry, il quale pero’, prima, si fara' la madre, con gran sconcerto di Fay.
Nonostante tutto questo Simon inizia a scrivere. Scrive poesie che prima sconvolgono Henry, poi la cittadina (madre compresa, che – forse - si taglia le vene dopo averla letta) e quindi il mondo della rete, arrivando ben presto (troppo presto?) al premio Nobel.
Nel frattempo Henry ingravida Fay, la sposa, e si mette a fare una vita di routine che sicuramente non gli piace, depresso anche dalla constatazione che il suo mitico testo è stato giudicato da tutti quelli che lo leggono (Simon per primo) molto mediocre, e che quindi, nonostante gli sforzi di Simon, non sarà mai pubblicato.
Henry, involontariamente, si mette di nuovo nei guai, uccidendo un violento vicino di casa che picchiava la moglie e insidiava la figlia, ma per questo sara’ di nuovo accusato di pedofilia. Simon tentera' di nuovo di aiutarlo.
Film sicuramente originale, ben girato, ma con alcune situazioni e scene che appaiono un po’ troppo assurde per essere credibili, ma non è detto che il regista non cercasse proprio questo. Premiato a Cannes 1998 per la migliore sceneggiatura, ne "La follia di Henry" è presente una colonna sonora interessante e ben proposta nelle varie scene, in parte scritta dal regista stesso.
P.S. nonostante la curiosita' dello spettatore, nel film la stupefacente poesia di Simon non sara' mai letta...
