La Cuoca Del Presidente - (Christian Vincent, 2012) - Recensione
Adoro la cucina e mi piace cucinare, anche per questo ho deciso che il film di Christian Vincent “La cuoca del presidente” era un film da non perdere.
Si parla della vicenda, reale, di Danielle Mazet-Delpeuch, cuoca (donna) che era abbastanza famosa in Francia durante gli anni ’70 grazie al suo cascinale (nel mitico Perigord) trasformato in una specie di agriturismo enogastronomico con prodotti del territorio ante litteram. Grazie a questo, fu chiamata dal presidente François Mitterrand durante il periodo che va dal 1988 al 1990 come cuoca personale e per piccoli ricevimenti, in alternativa alla cucina ufficiale dell’Eliseo.
La presenza degli altri cuochi, qualche gelosia e piccoli intrighi di palazzo non la fermarono, ed effettivamente divenne la cuoca preferita di Mitterrand, anche se, dopo due anni, decise di lasciare, proprio per i problemi sopra citati.
Sicuramente è un film che non dispiacera’ agli amanti della cucina francese, vista la profusione di ricette e di piatti, con alcuni dei quali ci si potra’ cimentare ai fornelli. Invece il film in se mi ha lasciato un po’ freddino, come tutto sommato un po’ freddina mi è sembrata la protagonista, leggermente malinconica.
Decisamente strano l’interprete del presidente. Io mi ricordo Mitterrand come un omone con piglio piuttosto deciso, mentre Jean d'Ormesson, lo scrittore e giornalista che lo ha interpretato (quindi non un vero attore), mi è parso un omino un po’ insignificante.
Il titolo originale, “Les Saveurs du palais”, cioe’, se non sbaglio, “I sapori del Palazzo” è forse piu’ rispondente a quanto il film voleva rappresentare che non il piu’ banale titolo scelto per la versione italiana del film.