La casa di sabbia e di nebbia - (Vadim Perleman, 2003) - Recensione
Tratto dall'omonimo racconto di Andre Dubus lll, in questo particolare film, ambientato nella nebbiosa San Francisco, un colonnello iraniano in esilio si arrabatta a tirare avanti con la propria famiglia (amatissimo figlio adolescente, moglie un po' isterica e figlia universitaria) adeguandosi a tanti lavori di bassa qualità, ma tutti con la massima dignità s sicumera come può essere quella di un personaggio recitato da Ben Kingsley. A un certo punto s’imbatte nell'affare della sua vita: una casa soggetta a sfratto venduta a un quarto del suo valore. Il colonnello si butta a capofitto andandoci ad abitare con il proposito di specularci sopra: a breve vuole venderla per quattro volte il prezzo da lui pagato.
La casa era stata lasciata in eredità dal padre alla bella Kathy Nicolo, interpretata dalla brava Jennifer Connelly, depressa e abbandonata dal marito. Non legge le lettere che gli arrivano e quindi non sa che, per un errore, la contea ha intenzione di sequestrargliela e metterla all'asta.
Kathy fa colpo sullo sciatto vicesceriffo Lester, dai modi di fare quantomeno dubbi, che cerca di aiutarla.
Si scoprirà l'errore dopo che il colonnello ha già perfezionato l'acquisto, e che quindi non ne vuol sapere di rivenderla al prezzo che lui ha pagato.
Tra tentativi di suicidio, vicende tragicamente concluse e suicidi veri, il film finirà in modo molto drammatico, un po' inaspettatamente.
Regia dell'esordiente Vadim Perleman.
