L'uomo senza sonno - (Brad Anderson, 2004) - Recensione
Trevor Reznik e' un operaio metalmeccanico incapace di riposare: da un anno non dorme.
Questa sua "malattia" lo porta a un deperimento fisico e comportamentale, che, anche a causa di un incidente in fabbrica (forse) causato da lui causato, per una distrazione, deteriora definitivamente il rapporto con gli altri operai.
Frequenta una prostituta e ha "visioni" di persone la cui effettiva presenza è dubbia.
Alla fine, sia lo spettatore che il protagonista Trevor riusciranno a capire il motivo (rimosso) del suo stato.
Commento al film
Film è straordinariamente interessante e ben fatto.
Dalla prima all'ultima scena, con una fotografia fredda e livida, quasi verdastra, si rimane sulle spine, in attesa di qualcosa di terribile da scoprire e vedere, quasi come se lo spettatore vivesse il dramma del protagonista.
Ben recitato, con dialoghi efficaci e mai scontati, il film ha una costruzione perfetta delle vicende, delle storie e dei personaggi che ruotano attorno a Trevor, sia reali che costruiti dalla sua mente affaticata dalla mancanza di riposo e da un rimorso inespresso.
Assolutamente straordinaria e folle la performance dell'attore, Christian Bale, che, per realizzare questo film è effettivamente deperito, arrivando ad avere un fisico da internato in campo di concentramento: nel film ci sono anche alcune scene che lo riprendono prima del deperimento e la differenza è impressionante. Non contento di ciò, dopo questo film Bale ha interpretato Batman (quindi di tutt'altro genere), recuperando i quasi trenta chilogrammi di peso persi per L'uomo senza sonno.
Sorprendente il giovane (o quasi, è del 1964), ottimo regista Brad Anderson, che ha al suo attivo solo sette film, che, a questo punto, mi riprometto di vedere.
