L'uomo in piu' - (Paolo Sorrentino, 2001) - Recensione
Che cosa hanno in comune un calciatore trentacinquenne e un cantante melodico cinquantenne?
Il nome, tanto per cominciare: si chiamano entrambi Antonio Pisapia. E soprattutto, un episodio del passato che li lega (anche se nel film sembrano non conoscersi neppure) e si rivela, ma solo parzialmente (si intuisce, ma un alone di mistero rimane), nel finale del film.
Il calciatore, Antonio, e` all’apice del successo quando, dopo aver rifiutato di partecipare alle calcio-scommesse, cade durante un allenamento e si rovina un ginocchio irreversibilmente. Tenta di recuperarsi un futuro come allenatore, ma nonostante sforzi e buone idee nessuno vuole dargli fiducia: la sua vita va a rotoli, la moglie lo lascia, diventa un personaggio da programmi televisivi e da salotti in cui viene anche corteggiato, ma questo non gli basta: dopo un ultimo incontro con il padrone della sua ex squadra, che gli chiude la porta in faccia, non resiste allo stress e si suicida.
Il cantante, Tony (interpretato da Toni Servillo) e` piu` vizioso, cocainomane e donnaiolo, avviato sul viale del tramonto dalla sua stessa pigrizia e da strani e vaghi ricordi che affiorano a tratti.
Come probabilmente capita a quasi tutte le persone di spettacolo, gli episodi di sesso occasionale non gli mancano: ma quando viene sorpreso a letto con una minorenne le sue possibilita` di lavoro crollano e si rifugia nella cocaina.
Dopo qualche anno, grazie agli sforzi del suo manager, riesce a ottenere una scrittura per una festa rionale squallidina, poi emerge la proposta di esibirsi in crociera, ma e` lui stesso a rifiutare senza un preciso motivo.
Sembra anche lui affetto da una specie di “mal di vivere”: quello che lo porta a non presentarsi neppure ai funerali del padre, perche`, spiega, “mi sono svegliato troppo tardi”. Cosi` come si sveglia troppo tardi nel tentativo di acquisire un ristorante a cui teneva, e nel tentativo di ricostruire il suo rapporto con la figlia gia` adulta.
Non gli resta che cucinare per i suoi compagni di prigione, dove finisce per omicidio..
Film che fa riflettere, decisamente ben fatto (Paolo Sorrentino e` un grande!) e benissimo interpretato.
Toni Servillo e` bravissimo come sempre, e sa addirittura cantare: la colonna sonora, molto bella, comprende anche musiche scritte da suo fratello Peppe (voce e front-man degli Avion Travel).
Andrea Renzi, Antonio il calciatore, e` molto bravo nell’esprimere anche attraverso lo sguardo il dramma della sconfitta di un ex- “vincente”.
