L'Esplosivo Piano Di Bazil - (Jean-Pierre Jeunet, 2009) - Recensione
Personalmente, apprezzo la capacita di conservare mano “leggera” pur affrontando argomenti particolarmente seri.
E` il caso di questo film di Jean-Pierre Jeunet (quello di “Il favoloso mondo di Amelie”), del 2009.
Basil è un giovanotto la cui infanzia è stata rovinata dalla morte del padre, che faceva lo sminatore, ucciso per l’appunto da una mina, in Africa.
I suoi guai si amplificano dopo che un proiettile vagante, durante una sparatoria, entra nel negozio in cui lavora e lo colpisce in fronte, fortunatamente senza conseguenze a parte la cicatrice e la pallottola nel cranio.
E per la serie “le sfortune non capitano mai sole” il proprietario del negozio lo licenzia lasciandolo sul lastrico. (Fin qui non è allegro, eh?)
Ma con l’aiuto di una stravagante e simpaticissima banda di barboni/tuttofare riesce a organizzare una meravigliosa vendetta nei confronti dei due ricchissimi mercanti d’armi responsabili dei suoi guai (e anche dei guai di molte altre persone).
Un film allegro e pieno di trovate fantasiose, personaggi simpatici e critica sociale.
I due mercanti d’armi sono esattamente come ce li immaginiamo, collusi con tutti i governi, ricchi sfondati e del tutto privi di scrupoli; la loro punizione ha il sapore di una rivalsa dei poveri contro i ricchi, dei paesi deboli contro gli interessi forti che li schiacciano, del desiderio di vita normale di molti contrapposto agli istinti guerrafondai dei “pochi ma potenti”, e quando si arriva al finale viene voglia di gridare GOOOOOL!
Insomma, è una favola moderna.
Attori bravi (e abbastanza poco conosciuti), tra cui l’incredibile contorsionista, che si dimostra anche brava attrice, e il protagonista Danny Boon.
Peccato per il divieto di visione ai minori di 12 anni, dovuto, credo, a qualche scena un po’ pulp: se il regista le avesse evitate, avrebbe potuto assicurarsi un pubblico piu' esteso.
