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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Il 3D e gli occhialini: un flop annunciato?

petardo

 

Grande clamore ha suscitato, qualche anno fa,, “Avatar”, di James Cameron, film di fantascienza da alcuni definito “epocale” ma che, a mio avviso, di epocale aveva ben poco. Forse l’essere stato pensato per il 3D (il formato tridimensionale anziché il tradizionale 2D, bidimensionale) può essere considerato epocale?

 

Spero di no, e spero anche che una tecnica di ripresa e di visualizzazione “suggestiva” non vada a scapito dei contenuti che per me, in Avatar, erano già visti, triti e ritriti in decine di film precedenti. D’altronde, non e’ che il 3D sia quella gran novità. Parlo ovviamente dell’attuale tecnologia 3D, disponibile sia in alcune sale cinematografiche sia, più recentemente, in alcuni apparecchi televisivi, che obbliga il povero utente a indossare scomodi e antiestetici occhiali appositi, sennò la corretta visione risulta praticamente impossibile.

 

 

Il 3D con gli occhialini risale addirittura all’800. Si chiamava “Stereoscopia”. In quel caso gli occhialini erano indossati per avere l’effetto di tridimensionalità per immagini fisse (disegni o foto) disposte a poca distanza. Tale tecnica cadde di lì a poco nel dimenticatoio. Rimase a livello di giochetti per bambini o poco più.

 

Nel frattempo s’inventò il cinematografo, e ad alcuni venne in mente di sfruttare l’effetto di tridimensionalità inventato nell’800 per le immagini in movimento. Dopo vari tentativi, il cinema in 3D ottenne un certo successo negli anni 50, soprattutto per film di serie B, per i quali era necessario un qualche artificio per portarli alla popolarità. Successivamente qualche esempio di film in 3D si è avuto attorno agli anni ’70-80.

 

Adesso il 3D ritorna alla carica, con tecniche più sofisticate ma ancora bisognose dell’orrido paio di occhialini e ancora, mi pare, per dare un po’ di lustro a pellicole che hanno poco altro da dire.

 

A mio avviso il 3D potrà essere lo standard di visione (un po’ com’è diventata l’immagine a colori) solo se si riuscita’ a rendere l’effetto tridimensionale senza richiedere l’uso dei famigerati occhialini.

 

Evidentemente, una volta tanto, questo non lo penso solo io. Infatti, grandi aziende di elettronica di consumo e “entertainment” ci stanno pensando, e non da poco.

 

E’ da pochi mesi iniziata la vendita di videogiochi (Nintendo) che consentono, con alcune limitazioni, la visione 3D senza occhialini.

Sarà la volta buona per la vera rivoluzione 3D?

 

Forse.

 

Spero solo che in 3D si potranno vedere anche “contenuti” degni di questo nome e non sia solo “immagine”, sebbene tridimensionale…

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