Hooligans - (Lexi Alexander, 2005) - Recensione
Matt (interpretato da Elijah Wood, il “Frodo” del Signore degli Anelli) e` uno studente dell’ultimo anno ad Harvard. Gli mancano due mesi alla laurea ma viene espulso per un reato non commesso da lui ma dal suo ricchissimo compagno di stanza. Quest'ultimo appartiene a una famiglia “bene” molto influente, o almeno, cosi` sembra a Matt che si prende la colpa senza reagire, e decide di recarsi a Londra a trovare la sorella che e` sposata con Steve e ha un bambino piccolo.
Matt, che ad Harvard studiava giornalismo, sembra il tipico bravo ragazzo, ma l’amicizia con Pete, fratello di Steve, lo introduce nel violentissimo mondo degli Hooligans.
Pete infatti e` il leader della GSE, la banda dei sostenitori del West Ham United, acerrimi avversari del Millwall, altra squadra londinese.
Superata la difficoltà iniziale a integrarsi nel gruppo, Matt rivela un’ inaspettata propensione alla rissa che lo porta a prendere il posto, come braccio destro di Pete, di Bower, un soggetto sinistro e psicopatico.
La rivalita` tra Matt e Bower si interseca con la rivalita` tra le due bande e assistiamo a un crescendo di risse.
Bower ha scoperto che Matt studiava giornalismo e credendolo un infiltrato decide di tradirlo facendolo eliminare dalla banda avversaria: si rivolge percio` al capo dei sostenitori del Millwall, Tommy Hatcher, che ha un odio particolare per Steve, perche` suo figlio, che era un piccolo Hooligan, e` stato ucciso in una rissa tra Millwall e GSE, ai tempi in cui Steve, col soprannome di The Major, era il capo della GSE.
Si scopre cosi` il motivo per cui Steve non fa piu` parte della GSE: un po’ a causa di quella morte e un po’ a causa della promessa fatta alla moglie.
Tommy, istigato da Bower, si reca con i suoi al pub dove si trovano Matt e The Major e nel corso della rissa quest’ultimo viene ferito gravemente e portato all’ospedale.
Le due bande rivali si organizzano per incontrarsi in un luogo isolato e sfidarsi: la sorella di Matt decide di ritornare negli USA per proteggere se stessa e il bambino, ma si reca sul luogo della rissa per portare via anche Matt.
Nella rissa Tommy Hatcher cerca la vendetta, trovandola tragicamente.
Matt recalcitrante torna negli Usa, ma l’esperienza di Londra, nel bene e nel male lo ha segnato: adesso ha il coraggio di far valere i suoi diritti sul figlio di papa` che lo aveva fatto espellere da Harvard.
Dopo averlo fatto arrestare, pensando alla prospettiva di esser reintegrato ad Harvard per finire gli studi, cammina per strada cantando la canzone della GSE..
Ero piuttosto prevenuto su questo film perche` pensavo che fosse semplicemente un’apoteosi della violenza immotivata, ma devo dire che la storia e` ben costruita e le risse, pur essendo violentissime, non hanno compiacimenti “pulp”.
La morale che ne esce e` un po’ ambigua: infatti, certamente da un lato si condanna la violenza, ma dall’altro il viaggio di Matt a Londra e` presentato come un’esperienza educativa grazie alla quale impara a far valere i suoi diritti, come se per prendere conoscenza di se` bisognasse scazzottarsi, darle, prenderle e accorgersi che comunque “non si e` di vetro” (come recita un frase del film), cioe` non ci si rompe e quindi non si deve avere paura.
Di questo non sono convinto, non credo necessario un battesimo di violenza per una maggiore consapevolezza di se`; il film non riesce, ne` prova, a dare una motivazione per tutta questa violenza, che ai miei occhi rimane ingiustificata e inspiegabile.
Ma e` un film fatto bene, e ha perlomeno il merito di sollevare degli interrogativi; percio`, sia pure con le doverose restrizioni all’eta` minima degli spettatori(non lo farei MAI vedere a un dodicenne!), mi sento di consigliarne la visione.
