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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Frida - (Julie Taymor, 2002) - Recensione

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Questo film racconta l’appassionante vita di Frida Kahlo, bellissima e famosa pittrice messicana dotata di uno spirito straordinario che le permise di attraversare vittoriosa una vita contrassegnata dalla sfortuna. Da studentessa, in un gravissimo scontro tra un autobus e un tram, subi` moltissime fratture e rischio` di non poter piu’ camminare, ma con il sostegno della famiglia e dopo numerosissime operazioni chirurgiche riusci` a riprendere appieno l’uso delle sue gambe, pur essendo costretta a convivere con dolori di ogni tipo.

Proprio durante l’ iniziale periodo di immobilita` forzata perfeziono` la sua tecnica pittorica riuscendo ad emergere come pittrice e come esponente dell’ambiente culturale comunista del Messico rivoluzionario dei primi anni del ‘900. In questo ambiente conobbe Diego Rivera, pittore “rivoluzionario” gia` molto affermato e incallito donnaiolo, con cui condivise un matrimonio, un divorzio e un secondo matrimonio; ma ebbe altre relazioni “ importanti” con personalita` dell’epoca tra cui Trotski, giunto esule a Citta` del Messico e ospitato nella sua casa, Andre’ Breton a Parigi, e anche qualche relazione omosessuale.

Nel film Frida e` interpretata da Salma Hayek, nomination all’ Oscar 2002 per questa interpretazione eccezionale, contraddistinta anche da un’incredibile somiglianza fisica con la vera Frida, come si evince dai ritratti e dalle fotografie.
Il personaggio e` intenso e indomito, una donna che sembra inarrestabile anche davanti a difficolta` immense, e profondamente passionale sia nei sentimenti che nella politica; fiera, simpatica e piena di gioia di vivere nonostante tutto, fa si` che per lei non si provi pena ma ammirazione.

Una gran donna, un gran bel film, che ci regala anche uno sguardo su un momento storico poco raccontato, la rivoluzione messicana del 1910, sui suoi fermenti sociali e culturali e sui suoi rapporti con gli altri stati che sembrano provare per questo nuovo Messico una specie di attrazione/repulsione e pur mostrando un atteggiamento aperto tendono in realta` a catalogare il Messico e i Messicani secondo un anacronistico stereotipo.

In questo contesto variegato e complesso Frida si muove elegante, ostinata, ribelle, indomita, piena di un’ umanita` passionale ma lucida. E tutto questo si rivede nei suoi quadri e nei loro colori.

Un film “diverso” che consiglio calorosamente!

Frida - (Julie Taymor, 2002) - Recensione
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