Freedom Writers - (Richard LaGravenese, 2007) - Recensione
16
set
2014
Non amo i film targati USA.
Troppo patinati, perfettini.
La realta' non e' mai cosi, ed e' anche recitata peggio.
Nonostante Freedom Writers non si sottrae alla sensazione di prodotto da supermercato, devo dire che mi e' piaciuto molto.
Il regista, Richard LaGravenese, si e' ispirato ad una storia vera, descritta nell'omonimo romanzo di Erin Gruwell.
L'argomento trattato e' il problema dell'integrazione razziale negli USA, culminata in disordini molto violenti agli inizi degli anni 90, vista all'interno di una classe di studenti quattordicenni.
La multirazzialita' a compartimenti stagni della soceta' americana si rispecchia in questa scuola, popolata da adolescenti appartenenti a divers gang di periferia, rigorosamente della stessa razza, sempre in guerra tra loro.
Questo complica non poco le cose della povera professoressa al suo primo impiego (un'ottima Hilary Swank, anche se sono sicuro che la prof. vera non era cosi' "gnocca") che pero' con caparbieta' e intuito notevole, riesce a conquistare la loro fiducia, minando pero' il rapporto col marito, che, come tutti gli uomini, e' ottuso e non capiusce (quest'ultima e' una ruffianata che ho aggiunto per conquistarmi la benevolenza delle ragazze, he he).
Molti gli argomenti trattati, in particolare il germe dell'odio razziale e, di conseguenza, l'olocausto.
Il film e' stato visto anche da mio figlio quattordicenne che ha apprezzato.
Emozionante senza essere melenso, penso sia un film da far vedere nelle scuole (nonche' a Calderoli) perche' tratta gli argomenti in modo non banale, riuscendo a rimanere estremamente godibile ed interessante.
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti
