Concorrenza sleale - Ettore Scola, 2001) - Recensione
Umberto (Diego Abatantuono) e Leone (Sergio Castellitto) sono i proprietari di due negozi di abbigliamento situati proprio l’uno di fianco all’altro, e ovviamente si fanno una spietata concorrenza.
I clienti di Umberto sono generalmente piu` facoltosi, e tra loro c’e` anche qualche gerarca. Umberto ha un fratello, Angelo (Gerard Depardieu), professore e uomo libero, allergico al fascismo, che ha l’abitudine di passare i pomeriggi in negozio a correggere i compiti commentando ad alta voce le stupidaggini propagandistiche del regime che trova acriticamente ripetute nei compiti dei suoi alunni; ma quando in negozio arriva un cliente “di riguardo” suo fratello lo zittisce convinto.
Umberto considera il suo negozio piu` raffinato e di piu` antica tradizione; accusa Leone di concorrenza sleale perche` quest’ultimo, che vende solo abiti confezionati, spesso gli ruba slogan e idee per la vetrina.
I figli, ragazzini, dei due frequentano la stessa classe e sono amici per la pelle.
Tra malumori, piccole scaramucce e la crisi economica alle porte, sembra che il negozio di Leone, che vende a prezzi piu` bassi, debba avere il sopravvento su quello di Umberto: ma su Leone, che e` ebreo, si abbattono le leggi razziali che il fascismo promulga per emulazione della Germania nazista.
Il suo bambino non puo` piu` frequentare la scuola, la famiglia e` costretta a licenziare la collaboratrice domestica (“ariana”!) che in questo modo perde il lavoro, viene requisita la radio di casa e il negozio viene danneggiato da una pietra contro la vetrina; alla fine Leone e` costretto a chiuderlo.
Dopo la chiusura del negozio, Leone e la sua famiglia si riducono a vivere come reclusi in casa e la sua salute ne risente.
Le discussioni con Angelo e l’evidente ingiustizia-assurdita` delle leggi razziali scatenano in Umberto un senso di passione civile misto a umana compassione, per cui accantona il suo astio per Leone: quando Leone si ammala, Umberto lo va a trovare e tra i due si instaura una specie di amicizia.
Ormai la situazione sta precipitando: la guerra e` gia` stata dichiarata, le spie sono ovunque, il delirio collettivo aumenta, Leone e la famiglia sono costretti a traslocare fuori citta`.
Il finale non e` esplicito ma possiamo, purtroppo, immaginarlo..
Ettore Scola probabilmente ha attinto ai suoi ricordi nel girare questo film (in quegli anni aveva all’incirca l’eta` dei due ragazzini), ma il racconto e` molto lucido e non indulge nella commozione; gli attori sono bravissimi, la storia e` intensa e coinvolgente, la ricostruzione storica perfetta.