American life - (Sam Mendes, 2009) - Recensione
Burt e Verona (Verona???) sono una coppia di trentenni un po’ “alternativi” che convivono, senza sposarsi, per ostinata volonta` di lei, che non vuole sposarsi senza la presenza dei suoi genitori (che pero` sono morti).
Quando si accorgono di aspettare una bambina ne sono molto felici e pensano di trasferirsi a casa dei genitori di lui, ma.. sbagliano: i genitori hanno deciso di trasferirsi in Europa per due anni e la loro speranza di contare su un aiuto da parte dei nonni si dissolve.
Cominciano cosi` a girare per gli Stati Uniti, andando a trovare amici e parenti, nel tentativo di trovare un “luogo ideale” in cui andare a vivere con la loro bambina; incontrano cosi` famiglie di tutti i tipi, facendo esperienze a volte piu` a volte meno positive, nessuna delle quali pero` li convince a fermarsi.
Alla fine scelgono di non andare ad abitare vicino a qualcuno che conoscono, ma scelgono quello che sembra un loro “posto del cuore”.
E` una commedia abbastanza allegra, ma non priva di spunti per riflettere: la tipologia di famiglie che incontrano e` molto variegata, dai post-hippy, abbastanza inquietanti e presuntuosamente fuori dalla realta` , alla famiglia piena di bambini adottati, passando per diversi altri esempi, in cui possiamo anche rivedere famiglie che conosciamo.
La ricerca di un luogo finisce col coincidere con la ricerca di un modello di famiglia da costruire: insomma, e` un film piacevole e allegro, ma profondo.
