Benvenuti al sud - (Luca Miniero, 2010, con Claudio Bisio) - Recensione
Benvenuti al sud e' l'ennesima prova del basso livello raggiunto dall'industria cinematografica italiana (o di parte di essa), e anche del decadimento del gusto del pubblico (infatti e` un film di successo!), si tratta di un film banale, intriso di luoghi comuni e neanche tanto divertente.Sono un po' stupefatto anche dalla prestazione di attori come Bisio e la Finocchiaro, che in passato si sono dimostrati ben piu` efficaci e originali, ma forse anche per loro non e` tempo di scelte intelligenti.
Un direttore delle Poste, dopo un patetico tentativo di apparire handicappato per riuscire a farsi trasferire in una sede di Milano centro, viene destinato "per punizione" (e gia` qui..) a una sede in Campania.
Lui e la moglie vivono la faccenda come una tragedia nell'ottica della piu` trita e completa ignoranza: e, tanto per stabilire un parallelo (a 50 anni di distanza) con Toto` e Peppino che salivano a Milano in estate indossando una pelliccia, lui per andare in Campania si mette il giubbotto antiproiettile (ma la grazia delle gaffes di Toto` e Peppino rimane incomparabile).
E` costretto a ricredersi perche` trova un Sud inaspettato: la scoperta da premio Nobel e` che al Sud sono tutti anema e core, pigri ma generosi e ordinatissimi, incapaci di esprimersi in italiano, simpatici, sentimentali, mammoni, mangioni, bevitori di caffe` ecc ecc.
Al Sud c'e` il sole, al Nord la nebbia; al paesino del Sud non c'e` una cartaccia per terra, della malavita neanche l'ombra, il vigile multa inflessibilmente il milanese, che si credeva libero di trasgredire; ma per accogliere la milanese diffidente viene messa in piedi una carnevalata per la quale smette di lavorare tutto il paese, e alla fine (tutto, ovviamente, finisce in gloria) le due protagoniste, diventate amiche, si salutano affettuosamente al suon di "Ciao terrona", "Ciao polentona" (appellativi che non sento piu` dal 1960, piu` o meno).
Un film che non aggiunge niente e non toglie niente ai piu' triti pregiudizi italici
Nessuna originalità, nessuno spunto di riflessione, niente di niente.
Un film inutile, imbarazzante.