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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Banlieue 13 - (Pierre Morel, 2004) - Recensione

petardo

 

Questo e' un film che sfiora un argomento socio-politico che avrebbe meritato maggiore approfondimento: ma chiaramente sarebbe cambiata la destinazione del film, che invece e` rivolto quasi completamente alla spettacolarità`.

Come in molti film di questo genere, viene enfatizzata in modo particolare un’arte marziale, uno sport o una disciplina: in questo caso si parla del parkour, un misto di acrobatica, corsa e “arte della fuga” che viene normalmente praticato all’aperto, in citta`, tra muri, palazzi, corrimano, scale mobili, balconi.

I praticanti si definiscono traceurs e il loro scopo e` compiere qualunque percorso nella maniera piu` veloce possibile, superando qualunque ostacolo si presenti, cosa che puo` avere aspetti veramente” estremi”.

I due protagonisti del film sono David Belle, che e` praticamente l’inventore del parkour, e Cyril Raffaelli, traceur e stuntman (in effetti, per uno spettatore, traceurs e stuntman hanno molte caratteristiche in comune).

Siamo in una Parigi “del futuro vicino”, cioe` del 2013, quando il film e` stato girato nel 2004.

Il quartiere 13 (Banlieue 13) e` diventato un ghetto attorno al quale e` stato addirittura costruito un muro sorvegliato da agenti. In mezzo a degrado e miseria vivono poveracci, drogati, spacciatori, malavita e Leito (David Belle), muscoloso giovanotto che sta tentando a suo modo di contrastare lo spaccio di droga: la scena iniziale, infatti, lo vede buttare nel water un’enorme quantita` di droga sottratta alla banda del boss del quartiere, Taha.

Senza indugiare troppo nella trama che e` abbastanza esile, Taha rapisce la sorella di Leito, nel frattempo la sua banda assalta un furgone blindato e dentro ci trova una potentissima bomba a orologeria.

La polizia incarica Damien (Cyril Raffaelli) di recuperarla.

Leito e Damien vengono fatti incontrare e finiscono per allearsi contro la banda di Taha; qui scattano complicazioni varie con grande abbondanza di sparatorie, colpi spettacolari, inseguimenti, parolacce e primi di piani di brutti, sporchi e cattivi che finiscono per offuscare la parte piu` critica e interessante della storia, ma certamente piaceranno agli amanti dei film d’azione.

Il quasi-lieto fine e` una briciola di critica sociale.

Il contrasto tra la banda di Taha e Leito+Damien domina tutto il film; ovviamente abbondano le scene in cui Leito e Damien saltano l’insaltabile e scavalcano l’inscavalcabile, gli spezzoni sono ormai reperibili un po’ ovunque in rete e fonte di fascinazione infinita per i ragazzi (purche` non tentino di imitarli prima di meticolosi allenamenti..).

Anche mio figlio fa parkour (con una società), percio` ho guardato questo film anche con una certa curiosita` (e sperando che a questo livello non arrivi MAI!).

Non e` il mio genere di film, ma puo` piacere.

 

 

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