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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Animal House - (John Landis, 1978) - Recensione

petardo

 

A 33 anni di distanza, rivedo questo film "cult", come usa dire. La prima volta (non ricordo se nel 1978 o 1979) al cinematografino di un paese dove adesso non ne esistono più; la seconda, qualche giorno fa, a casa, in compagnia del figlio diciottenne che, per una volta, ha fatto qualcosa assieme a me e alla sua "mammina".

In effetti, questa una delle ragioni principali di rivederlo: verificare se, nonostante il gap generazionale, questo film, che ha funzionato con me quando ero adolescente o poco più, sarebbe riuscito a interessare almeno un pochino la nuova, svezzatissima generazione di adolescenti.

Be', diciamo che il film era molto meno datato di quanto mi aspettassi, anzi, certe scene decisamente "hard", (almeno concettualmente) non me le ricordavo proprio.

Il film parla della vita in un campus universitario. E' ambientato negli anni '60, e la terrificante pettinatura cotonatissima delle ragazze ne è testimonianza. Nei campus americani ci sono i "club" degli studenti, con i loro riti e le loro specificità. Qui, in particolare, c'e il club Omega, che annovera bei ragazzi aitanti, ricchi e intelligenti, che rimbalzano le 2 matricole protagoniste (Larry e Kent) vogliose di appartenere a quel club, e il "Delta", popolata di bruttini con pochi soldi e ancor meno voglia di studiare (ma che alla fine risultano più simpatici) che invece accolgono, in modo forse un po' ruvido, i due giovincelli.

I risultati scolastici dei "Delta" non sono brillantissimi (eufemismo) e, all'interno del campus, creano un po' di, diciamo così, vitale casino, per cui il rettore li vede come il fumo negli occhi progettando, alla migliore occasione, di cacciarli dal college, cosa che puntualmente accade. La "vendetta" dei Delta sarà rumorosamente efficace...

Nonostante tutto questo, alla fine, compaiono, per ogni personaggio, le didascalie della loro vita futura (inventata, immagino), dove anche i peggiori riescono ad affermarsi. Forse una nota di speranza per chi a scuola non va granché bene?

Si considera "Animal House" il capostipite di una generazione di film demenziali con protagonisti giovani studenti, ma, a confronto di film demenziali venuti dopo, questo sembra diretto da Bergman...

Il regista è quel John Landis che 2 anni dopo diresse il celeberrimo "Blues Brothers". Anche lì uno dei protagonisti è il mitico John Belushi, che in Animal House interpreta Bluto, interpretazione oserei dire potente e carismatica del membro del gruppo Delta più "anarchicamente animale".

Nel film come nella vita, Belushi qui beve parecchio (e, pare, alcolici veri). Per questo motivo e anche per problemi di droga John ci lascerà prematuramente, nel 1982.

In conclusione, salvo qualche particolare, il film regge molto bene gli anni, e anche a mio figlio è piaciuto, ma alla fine non ho resistito dal ricordargli che, sebbene simpatici, il comportamento dei membri del gruppo "Delta" non era da prendere ad esempio...

 
Animal House - (John Landis, 1978) - Recensione
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