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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Il desiderio di essere come tutti - Francesco Piccolo - Premio Strega 2014

petardo

 

Il vincitore del Premio Strega 2014, di Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore.
Il bilancio, fatto a mezza eta`, di una vita passata guardandola “da sinistra”, in cui puo` capitare di riconoscersi.

La trama e` una ricostruzione della storia italiana dagli anni ’70 a oggi, attraverso gli eventi personali della vita del protagonista, secondo il punto di vista di una sinistra che si interroga e si evolve, anche faticosamente, passando dalla “vita pura” del periodo di Berlinguer alla “vita impura” del berlusconismo.

L’autore racconta di come da ragazzo sia diventato comunista quasi per caso (per un gol della Germania Est contro la Germania Ovest, che gli sembro` una rivincita del “mondo povero” contro il mondo “ricco”), e poi abbia continuato a muoversi in quell’area politica attraverso i vari eventi pubblici e personali, arrivando all’eta` adulta accompagnato, come tutta una generazione, piu` che altro da brutte notizie, il terremoto dell’Irpinia, il colera di Napoli, il fallito progetto di compromesso storico, il rapimento Moro, la morte di Berlinguer, il craxismo, il berlusconismo; ma anche attraverso due importanti vicende sentimentali che vengono comunque analizzate in una prospettiva “politica”.

Il racconto si dipana secondo fatti, dettagli e riflessioni che accostano la storia nazionale a quella personale; dal rapimento Moro al regalo “sbagliato” alla compagna di scuola “estremista”, che da questo rapimento si aspettava l’inizio della rivoluzione; dal drammatico ultimo discorso di Berlinguer ai suoi funerali, a cui parteciparono tutti ma non lui, che preferi` stare a guardarlo alla TV.

Come tutti, ma non come TUTTI.

Insomma, una storia di “esserci e non esserci”, un piede dentro e un piede fuori; una specie di predisposizione al compromesso che lo porta a disapprovare Bertinotti quando fa cadere il governo Prodi “per questioni di principio”, perche` questo gesto apri` le porte alla vittoria di Berlusconi, e che porta a una critica alla sinistra italiana che dopo Berlinguer non ha mai piu` corso per vincere, non ha mai tentato seriamente di andare al governo, ma si e` ritirata in un suo mondo aristocratico ed elitario, preferendo fare opposizione “pura” che scendere a compromessi, rinunciando cosi` a tentare di interpretare le esigenze di una parte del Paese e perfino di comprenderle.

In questo filone di pensiero si colloca l’innamoramento (e il conseguente matrimonio) con Chesaramai, cosi` detta dal suo commento dopo la prima vittoria elettorale di Berlusconi, nel ’94; “che sara` mai” e` per l’appunto il suo commento davanti alla disperazione degli amici di sinistra, e rivela un atteggiamento sdrammatizzante che e` proprio quello che l’Autore forse inconsciamente cercava.

Un atteggiamento apparentemente superficiale che non preclude la collaborazione con chiunque e che assume pertanto una connotazione positiva.
A parte l’ approfondito ripasso sulla storia italiana degli ultimi 50 anni, con momenti particolarmente intensi dedicati alla parabola politica di Berlinguer (e che si possono anche rivedere nel film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer”) il suggerimento di Francesco Piccolo e` quello che per cambiare le cose, e l ‘Italia, si debba sforzarsi di capire anche “le ragioni degli altri”, e non avere paura di sporcarsi le mani, essere disposti ad accettare anche piccoli compromessi per non rinunciare al proprio progetto.

E` un racconto individuale e al tempo stesso collettivo, con momenti anche divertenti e descrizioni implacabili come quella delle tute dei giocatori della Germania Est del 1974; e piccole sorprese che trasfigurano, sdrammatizzandole, realta` molto pesanti, come il terremoto che diventa un momento di solidarieta` collettiva e di prima liberta` sperimentata dai ragazzini, o la possibilita` di ammalarsi di colera, che da bambino lo terrorizza fino alla scoperta che la mamma gli ha dato una purga.

E` una tranche de vie, con i suoi alti e i suoi bassi, i suoi tentativi e i suoi successi; tra una cosa e l’altra, tra un disastro e l’altro, tra un conflitto e un altro, e` diventato grande e ha finito per dare un senso anche a quella superficialita` che disprezzava, ma ora sa che in certi momenti e` l’unico modo per tirare avanti, che quell’ occuparsi delle piccole cose concrete e` poi quello che davvero fa cambiare il mondo.

Scritto molto bene, prosa scorrevole come ci si aspetta da uno sceneggiatore, grande capacita` di analisi anche introspettiva; l’osservazione dei minimi dettagli, per chi ha la mia eta`, ripropone eventi passati con la forza di un presente e addirittura si rivivono vecchie emozioni dimenticate.

Ci si identifica, magari non in tutto, ma su tutto comunque si riflette.

Bello.

Il desiderio di essere come tutti - Francesco Piccolo - Premio Strega 2014
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